Ipermercati a picco

Quello della grande distribuzione è un mercato difficile, in particolare dopo la crisi dei consumi iniziata nel 2008. Grandi gruppi si sono bruciati, sul nostro mercato, a partire dall’austriaco Billia, che dopo aver rilevato la Standa, hanno lasciato nel 2014 cedendo i supermercati a Carrefour e Conad. Vi sono state anche ritirate parziali, sempre Carrefour ha rinunciato a presidiare il sud Italia e Coop ha lasciato la Campania. Però a soffrire sono soprattutto le catene come Auchan, Carrefour, Finiper e Coop, che hanno puntato sugli ipermercati e le grandi superfici, anziché creare utili hanno generato perdite. Le contromisure: riduzioni di superfici, di personale e concentrazioni sul food, non hanno prodotto grandi risultati, mentre vanno bene i discount e i market di prossimità. Secondo il Sole 24 ore la migliore è Eurospin, seguita da Lillo-Md e Lidl, che registrano un aumento di vendite e guadagni a due cifre. Se poi si prende il parametro chiave, le vendite per metro quadrato di superfice, brilla la stella di Esselunga, tra i front runner mondiali, con circa 16.000 euro al metro, davanti alla olandese Ahold con circa 14.000, poi abbiamo l’inglese Sainsbury a 13.500, le altre realtà italiane viaggiano ad incassi che nella migliore delle ipotesi sono ad un terzo.  Sulla strada della massima efficienza, in attesa della sfida con i colossi della E.commerce, sono incamminate Lidl, Aldi, Lillo ed anche Conad, che continua ad acquisire punti vendita, mentre arrancano le Coop di consumo, che più vendono più rischiano di perdere, non solo perché hanno sbagliato strategia puntando sugli iper, ma anche perché molto indebitate, poco efficienti, molto sindacalizzate e concentrate su un eccessivo numero di prodotti e deboli sui prodotti a marchio proprio.

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