Costantino della Gherardesca, via dall’ ipocrisia

costantino-della-gherardesca-656x501 Sere fa, Nicola Porro, conduttore della trasmissione Virus, durante “l’intervista virale”, ci ha fatto conoscere più da vicino un personaggio singolare, qual è Costantino della Gherardesca. Singolare, in quanto non fa parte della schiera degli imprenditori che abitualmente raccontano la loro avventura industriale nel format, dando speranza con i successi conseguiti, ad un Paese martoriato da inefficienze, malaffare e assurdi privilegi. Costantino, laureato in filosofia, si è definito pressappoco un “operaio dell’intrattenimento”, per la meticolosità quotidiana con cui affronta il lavoro, essendo conduttore di trasmissioni radiofoniche e televisive.

In un primo momento, il pensiero è stato: ma che c’azzecca questo, con le storie imprenditoriali? Invece una riflessione su ciò che ha candidamente dichiarato, è il caso di farla, Non tanto per l’affermazione di essere gay, ma soprattutto per aver detto che fa uso di stabilizzatori dell’umore. Il che, per gli esperti di disturbi psichici, significa una sofferenza mentale probabilmente non lieve, se deve assumere farmaci, dando ovviamente per scontato il ricorso ad un terapeuta di valore. Di solito ammettere di aver bisogno di curare la psiche è forse ancora più difficile che dire di essere gay, perché pochi vogliono riconoscere di essere tra i tanti  pazienti di uno psichiatra o di uno psicoterapeuta, soprattutto se giovani. Ci sono stati i casi di Vittorio Gassman, Sandra Mondaini e  Vittorio Feltri che hanno ammesso di essersi curati per una malattia dolorosa come la depressione, ma l’hanno fatto più avanti nell’ età.

E poi la capacità di Costantino di prendersi in giro, mostrando un fisico non proprio” du role”, anche questo è insolito e così questa personalità ironica rivelata nella trasmissione Pechino Express, gli ha procurato i complimenti di un palato televisivamente sofisticato, come quello del critico Aldo Grasso. Probabilmente il coraggio di dire la verità, nient’altro che la verità, gli è venuto dalla sicurezza di chiamarsi Della Gherardesca, la cui madre è stata una donna anticonformista e femminista. Se il giovanotto fosse un operaio non dell’intrattenimento, ma dell’ Ilva di Taranto, il percorso di outing non sarebbe così lineare. Comunque diciamo che oggi l’aristocrazia, grazie a lui, può servire a portare avanti cause di civiltà e a sollevare il fitto velo dell’ipocrisia.

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