Intellettuale, ricordati di Socrate (So di non sapere)…

mughi E’ mai possibile che certi giornalisti e intellettuali di valore, pur aprendoci la mente con punti di vista e considerazioni non convenzionali , quando intervengono in televisione, se la tirano con atteggiamenti spocchiosi e tronfi per la loro superiorità culturale? Mi viene in mente al riguardo Giampiero Mughini, che anche quando discetta di calcio, sembra che parli di chissà quale trattato filosofico mai approcciato per astrusità da noi comuni mortali, pur se ormai fa la caricatura di se stesso. Ed oggi suo degno epigono mi sembra Andrea Scanzi, giornalista de Il Fatto Quotidiano, non tanto perchè fa sfoggio di anelli nel pollice e nel mignolo della mano, quanto per l’atteggiamento altezzoso che tiene quando espone le sue tesi e per come siede in poltrona, che sembrerebbe un fatto trascurabile, ma se si legge il linguaggio del corpo, anche quello ha molto da dire sulla persona. Non mi piace distinguere tra destra e sinistra, e ad esempio un fine scrittore e commentatore come Pietrangelo Buttafuoco, ha un che di composto e naturale, che apprezzo molto, al pari di Marcello Veneziani, meno telegenico, come del resto Massimo Gramellini. Mentre Vittorio Feltri, forse per il carattere non proprio pacioso e per la passione quasi maniacale per gli abiti , non rivela una gran simpatia. Vittorio Sgarbi, pur essendo intelligentissimo, quando non parla d’ arte, argomento a lui estremamente congeniale, viene preso poco sul serio per la sua facile litigiosità e maleducazione verbale. Giuliano Ferrara ha sempre voluto far sfoggio di superiorità nel ragionamento, cosicchè quando lavorava in coppia, Gad Lerner non accettò il tentativo del collega di sottometterlo intellettualmente e lasciò la trasmissione. Voglio pensare che se la mole dell'”elefantino” fosse stata nella norma, anche l’ego ipertrofico,  forse compensatore di un problema estetico, si sarebbe un tantino ridimensionato. A Cacciari, di cui apprezzo notevolmente il fine ragionare, chiederei qualche sorriso almeno sporadico, anche se oggi in Italia motivi per sorridere ve ne sono pochi, per farlo avvicinare ai telespettatori, che in  maggior parte non hanno conseguito una laurea alla Normale di Pisa. Insomma, sono convinta che più uno sa ed è grande, più si rapporta col mondo in modo naturale e semplice, perché, come Socrate, dovrebbe umilmente pensare: più conosco e più so di non sapere.

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