Instant gratification: l’illusoria euforia dei nostri giorni

shopping-logo-280x300 Occorre prendere coscienza del fatto che la società occidentale si fonda su una filosofia edonista. Il capitalismo si basa in modo sempre crescente sul consumo di prodotti che diano gratificazione: intrattenimento, show, prodotti di lusso, cibi confezionati, alcol, shopping, viaggi, cosmetici e anche buona parte dell’industria farmaceutica produce pillole in grado di alterare l’umore o le proprie percezioni.

Siccome oggi di filosofia si discorre poco e di marketing molto di più, è proprio nei testi di questa disciplina che troviamo il diktat della modernità : ‘instant gratification’. Dare al consumatore una gratificazione immediata.

Vogliamo essere chiari nel dire che questo non presenta di per sè problem etici o morali, ma solo un problema pratico: non funziona. Dietro l’illusione della gratificazione immediata, si cela un pozzo senza fondo dove l’ego mai appagato finisce risucchiato nella totale nevrosi.

Per comprendere questa illusione occorre fare un passo indietro e accettare l’idea che nella storia siano esistite civiltà tecnologicamente meno evolute, ma culturalmente e filosoficamente più avanzate della nostra. Se prendiamo in esame antiche filosofie come quella greca e indiana troviamo espressi – pur con parole diverse- gli stessi paridigmi sulla felicità umana, che vanno ben oltre l’idea superficiale e naif che i media ci servono oggigiorno.

Nelle Upanishad compaiono due parole, rappresentanti due diversi sentieri per l’uomo: Preya e Shreya.

Preya è gratificazione immediata, piacere istantaneo. Preya è una fetta di torta al cioccolato con uno strato di caramello. Preya è comprare il vestito o il cellulare nuovo. Preya è bere alcol, guardare una serie TV, fare gossip con gli amici, fare sesso, giocare ai videogiochi. Preya è vincere del danaro, ricevere un regalo, ricevere un like su facebook, Preya è tutto quello che dà piacere immediato.

Che cos’è invece Shreya? Shreya è semplicemente fare la cosa giusta. Fare la cosa che ha benefici nel lungo termine. La torta al cioccolato, l’alcol, il gossip, il cellulare nuovo, hanno benefici nel lungo termine? Probabilmente non molti. Il problema della modernità è che la maggioranza delle persone sono perse dietro Preya e non fanno invece abbastanza Shreya.

Shreya non sono altro che i buoni vecchi valori. Lavorare duramente, migliorarsi, dedicarsi a una causa, essere onesti, meditare o pregare, prendersi cura del corpo, svegliarsi presto, coltivare i rapporti con gli altri, contribuire alla società, eccetera.

E’ importante comprendere che qui non si discetta di problemi etici o filosofici, ma è in ballo la corretta comprensione della psicologia umana, che è quanto di più pratico esista al fine di raggiungere la felicità, molto più di quanto lo sia l’iphone nuovo!

Se fosse possibile vivere solo di gratificazioni istantanee e condurre una vita felice, non ci sarebbe motivo per non farlo! Ma se i saggi di diverse civiltà hanno ammonito ai rischi di una vita di solo Preya è perchè erano consci del fatto che alla lunga questa strada porta giù per un burrone.

I piaceri derivanti da Preya consistono in una stimolazione neuronale non dissimile da quella che riceve il tossicodipendente quando si fa una dose. La strada disciplinata di Shreya è invece quella praticata dai saggi di ogni epoca. Nel lungo termine chi è più felice e in pace? Un tossicodipendente o un saggio?

La nostra società ha completamente confuso la felicità, che è un sentimento molto più calmo, stabile, solido, equilibrato, di lungo periodo, con la stimolazione, l’euforia, l’eccitazione. I sorrisi finti delle pubblicità, cosa vi stanno vendendo? Felicità o euforia?

Le antiche filosofie ci rivelano una realtà molto pratica. Le dottrine epicuree, stoiche e molte altre convergono su una nozione di felicità fondata sulla gestione e la disciplina sulle proprie condizioni emozionali e mentali, non certo su una continua stimolazione esogena.

La buona notizia è che se volete diventare più felici non vi serve quell’auto, quell telefono, quel vestito. Vi serve solo praticare meglio Shreya e correggere le aree dove mancate di autodisciplina. Questo da solo vi porterà molta più felicita, e paradossalmente, fortificandovi, vi renderà anche più in grado di conseguire i Preya menzionati. La cattiva notizia è che richiede fatica, perchè è la strada in salita, quella che invece di portare giù dal burrone, conduce alla cima della montagna.

E soprattutto richiede responsabilita’ personale. Anche quest’ultima e’ Shreya, e forse proprio per questo… non va troppo di moda.

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