Inconsapevoli dipendenze quotidiane

Puo’ un tossicodipendente condurre una vita felice nel lungo termine? Di fronte a questa domanda, la maggior parte di voi trovera’ ovvio rispondere: no, non e’ possibile. Certo la dipendenza da droghe pesanti, a cui e’ soggetto per esempio un eroinomane, e’ un grosso macigno in grado di distruggere irreparabilmente la vita sociale, affettiva e anche la salute del dipendente. Penserete anche che pero’ si tratta di una situazione ‘estrema’.

E allora e’ il caso di riflettere su qualcosa di meno estremo: puo’ chiunque di noi condurre una vita felice nel lungo termine se essa e’ impestata da decine o centinaia di piccole dipendenze?

Penserete la risposta sia no, ma anche che il caso non vi riguardi da vicino. E allora e’ opportuno esaminare cosa sia una dipendenza. Esistono dipendenze abbastanza grossolane che la societa’ per consenso e’ arrivata a definire tali, alcuni esempi su tutti alcol e tabacco. Recentemente anche gioco d’azzardo, videogames, pornografia o anche il sesso, sono stati inclusi nelle attivita’ che possono sfociare in vere e proprie patologie.

Ora proviamo a passare a dipendenze piu’ sottili, ad esempio lo shopping, o il gossip? Possono diventare dipendenze? Beh molto probabilmente si’. Che dire del denaro e la rincorsa ad esso?

Ora scendiamo in aspetti ancora piu’ sottili: il criticare, il rimuginare, il preoccuparsi, il richiedere sempre l’opinione degli altri, i social media, il fare mostra di se, il pontificare, attaccare I tifosi di un’altra squadra o gli appartenenti a un altro schieramento politico.. possono essere dipendenze?

Definiamo subito una dipendenza: attivita’ che – se non reiterata – causa sintomi di astinenza.

E allora adottate questo semplice criterio: riuscite a stare una intera giornata senza criticare? O senza rimuginare? O senza attaccare qualcuno perche’ ha opinione differente? O senza social media? O senza controllare la mail? Senza televisione? O senza ottenere questo o quello?

Come vi sentite se dimenticate il cellulare a casa? Bene? O forse siete nervosi? Non si tratta chiaramente di sintomi di astinenza?

E allora andiamo ancora piu’ in profondita’. Non fraintendetemi, cioe’ che segue non e’ una lista di cose da considerarsi in se’ negative, ma semplicemente di cose che se anche positive (del resto non lo e’ anche un solo bicchiere di vino se ad esso ci limitiamo?) possono diventare fonte di dipendenza e quindi arrivare a distruggere un’intera vita.

E allora iniziamo ad esaminare: il comfort? Per esempio, cosa succede a certe celebrita’ decadute quando lo perdono insieme al loro stile di vita? Lo status sociale? E andiamo oltre: il senso di sicurezza? Dai tempi in cui l’uomo era abituato a vivere nelle praterie senza ansie particolari, quanto ci siamo assuefatti a comfort e sicurezza? E andiamo oltre, che dire dell’approvazione o persino.. l’amore? Possono diventare una dipendenza? In realta’ per la maggior parte delle persone gia’ lo sono! In quanto non si tratta di amore compassionevole e libero dall’ego, ma solo di una ricerca di soddisfazione dei propri bisogni egoici proiettata su un altro individuo (e propagandanta dai film e reality show nel modo piu’ meschino ed egoistico). E infine esaminiamo persino l’attivita’ stessa del pensiero. Ci e’ utile pensare, o e’ diventato ormai un comportamento compulsivo, incontrollato, l’etichettare tutto.. un comportamento… da dipendente? E di qui appunto la necessita’ della meditazione.

Esaminate ogni aspetto della vostra vita, e domandatevi, potrei stare un giorno, una settimana, un mese, senza? Non significa che quella cosa vada rimossa dalla vostra vita, ma capire se e’ arrivata al punto da causare sintomi di astinenza?

Per questa ragione nella pratica buddhista viene enfatizzato il distacco. Che non significa l’abbandono di affetti, emozioni, o cose gradite. Ma la capacita’ di abbracciare ogni aspetto della propria vita, con la consapevolezza che tutti i fenomeni sono impermanenti e quindi causa di dolore se la mente vi si aggrappa con attaccamento. Cioe’ e’ possibile anche per il praticante laico, che infatti ha una famiglia ed altri obblighi a cui badare.

Tuttavia non e’ un caso che per il monaco, cosi’ come per i mistici e gli ordini di quasi tutte le altre religioni venga prescritta una vita piu’ reclusa, priva di doveri e legami famigliari e professionali e sociali. Questo perche’ pur non essendo necessario, e’ facilissimo che essi creino attaccamento o appunto… dipendenza. A proposito, non abbiamo parlato del vostro lavoro, la vostra carriera, quella promozione, o persino l’idea di cambiare il mondo, salvare il mondo, tanto caro alle aziende tech di oggi? Certo, aiutare gli altri e’ buono direte. Se si tratta davvero degli altri. Ma … riuscite a stare un giorno, un mese, tre mesi senza farlo e senza sintomi di astinenza?

E allora se esaminate collettivamente tutto quanto abbiamo citato: media, cibo, alcol, intrattenimento, gossip, critiche, pensieri, dibattiti, politica, droghe, relazioni, gare di status, internet, salotti e immagine, carriera, scalare la piramide sociale, successo, comfort, sicurezza, crescita economica, fama, notorieta’, piu’ followers, cambiare il mondo…. Scoprite che la societa’ nel suo insieme non e’ altro che un costante meccanismo di ‘spaccio’. E’ come uno spacciatore che non smette mai di servirvi la sua ‘roba’. Certo, finche’ si tratta di un bicchiere di vino, va bene. Finche’ si tratta di una puntata di Game of Thrones, va bene. Finche’ si tratta di un’ora di gossip con gli amici, bene direte… e poi un’ora nella metro per andare all’evento sociale, poi un’ora in piu’ a lavoro per la promozione e il titolo piu’ elevato… un’ora qui, una la, e alla fine la vostra vita cosa e’ diventata? La societa’ intera, la pubblicita’, le star che probabilmente ammirate, o le persone stesse che vi circondano e da cui inconsciamente prendete esempio, in ogni momento piu’ o meno inconsapevolmente vi stanno invitando a ‘farvi’ di piu’! In questo caso lo spacciatore ha le scorte infinite. Siete voi a dover decidere basta, ora smetto di prenderle.

Come? Facendo silenzio, andando magari in solitudine. Ascoltando. Potete unirvi a un ritiro silenzioso di meditazione, si trovano ovunque al costo di una donazione, o potete crearvelo voi, andando in un luogo solitario per qualche giorno. Per riflettere, per iniziare a ripulirvi da tutto questo. E poi imparare ad inserire quello spazio di solitudine e silenzio in ogni giornata della vostra vita di qui in avanti. Troppo duro da affrontare? Sara’ molto piu’ duro guardarsi indietro alla fine della vita e non trovarvi altro che milioni di gygabite passati attraverso il vostro cellulare, l’eco di un infinito ruminare di pensieri inutili, e soprattutto il costante rincorrere questo e quello. Esattamente come fa… un tossicodipendente con la sua droga.

 

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