Il venditore di baci

Di Marcello Veneziani

 

Ma cosa vorrà mai dire Mantieni il bacio, questo titolo ermetico dell’ultimo best seller di Massimo Recalcati, guru ufficiale de la Repubblica, che allega il sacro testo in edicola? Allude a Barthes, al suo adorato Lacan o a chissà quali saperi esoterici? E invece no, lo psicanalista dem confessa che l’ispiratrice del suo titolo è la sua trainer di pilates che gli indica una postura tipo “stringi le ginocchia”. Visto il successo del libro, è forte la tentazione di scrivere un saggio analogo intitolato “Annuci il mannile”, una frase chiave del mio barbiere che vuol dire, nell’idioma esoterico del mio paese, cioè in dialetto, “Porta l’asciugamani”.

Recalcati in questo libro supera la spietata caricatura che gli fa Crozza quando fa la parodia alla sua psicobanalisi. Spiega il Maestro: “Si parla così tanto d’amore perché nessuno sa cosa sia l’amore”. Ma ora il mistero è risolto, Recalcati ci chiarisce quel che da Platone a Fromm nessuno aveva spiegato. “Il segreto dell’amore duraturo è restare in due”, spiega a noi attoniti per la rivelazione. C’era chi pensava che il segreto dell’amore fosse restare in comitiva o da soli. Invece lui ci svela che in amore si deve restare in due. Fantastico. Si avverte che ha studiato su un testo classico della psicanalisi: Anima mia, dei Cugini di campagna. Ha poi approfondito il tema specifico del bacio avvalendosi della ricerca del Quartetto Cetra: “Ba-baciami bambina sulla bo-bocca piccolina”.

Recalcati svela che “l’amore quando accade scopre una gioia immensa” e questa frase rivaluta d’un botto le frasi dei baci perugina che al cospetto sembrano scritte da Karl Kraus. “Il bacio condensa l’amore”, avverte il Guru; non la pernacchia o il fischio, ma il bacio, mantenetelo a mente. Il Maestro nota acutamente: non c’è bacio nei rapporti con le meretrici. E già, non baci ma soldi pretendono le prostitute. Che roba. “L’amore dura il tempo di un bacio?” si chiede lo Psicanalista Massimo e noi nel dubbio angoscioso che dica di sì siamo costretti a non mollare le labbra di chi amiamo, manco per bere o per respirare. Mantieni il bacio o qui finisce l’amore. Un precursore di Recalcati lo aveva intuito nel millennio scorso, è lo studioso Adriano Celentano quando teorizzò 24mila baci. Però non si deve diventare serial kisser (baciatore seriale), ma mantenere un solo bacio infinito.

Con una sintesi folgorante lo psicobanalista de la Repubblica spiega: “Se non c’è amore senza che io ti dica ti amo, non può mai esserci amore senza bacio”. Incredibile, nessuno ci aveva mai pensato. Tu che amavi tirandole le orecchie, infilandole le dita nel naso, strusciando la tua schiena sulla sua; no, scemo, dovevi baciare. “Ogni bacio d’amore – insiste l’Oracolo – dichiara sempre e silenziosamente “ti amo”. E voi pensavate che ogni bacio d’amore dichiarasse, che so, “ho una gastroenterite” oppure “mi presti l’accendino?”.

E poi, attenzione: “il bacio è possibile perché i due restano due”; e già, se fossero una cosa sola come potrebbero baciarsi? E se fossero quattro, sai che casino, come potrebbero combaciare le otto labbra e mantenere il bacio?

Ma Recalcati è anche storico e geologo dell’amore e ci fa sapere che “in ogni epoca e a ogni latitudine la nascita di un amore sfida il tempo”. E io che pensavo che l’amore fosse nato al mio paese nel ’73 quando m’innamorai; invece apprendiamo dal Maestro che s’innamorano tutti, in ogni tempo e in ogni luogo, perfino in Corea. Illuminante.

Altri responsi si potrebbero dedurre dalle sue fonti. Per esempio l’amore è volatile, come già sostennero Franco I e Franco IV, colleghi di Recalcati, quando scrissero in un canto: “Ho scritto t’amo sulla sabbia ma il vento a poco a poco se l’è portato via con sé”. Un testo leopardiano sull’amore effimero e sulla labilità di mantenere il bacio sulla sabbia. Labile proviene da labiale, noterebbe Recalcati. O la teoria lacaniana del feticismo in amore elaborata nel trattato canoro di Gianni Meccia: “Il pullover che mi hai dato tu, sai mia cara possiede una virtù. Ha il calore che tu dai a me e io mi illudo di stare in braccio a te”. Un testo proustiano e pascoliano in cui l’innamorato addirittura s’illude di stare in braccio alla sua amata, incurante del suo peso e dell’immagine grottesca di un fidanzato in braccio alla fidanzata. Immagine lacaniana che Recalcati ci spiegherà nel prossimo testo “Mantieni il pupo”.

Un altro precursore di Recalcati, il collega spagnolo Julio Iglesias, previene il trauma di essere mollati e avverte: “Se mi lasci non vale”. Teorico dell’amore intramontabile è invece il luminare Piero Focaccia che nel suo testo ricalca Recalcati e afferma: “Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare”. Nel prossimo testo ci aspettiamo che Re-calcati spieghi il significato recondito dell’inno lacaniano-minghiano: “Trottolino amoroso dududù dadadà”.

 

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