Il figlio dello sconosciuto di Alan Hollinghurst

51bkGovTbzL. SS500 Chi ha avuto occasione di leggere “La linea della bellezza”, romanzo edito nel 2006, di A. Hollinghurst, ha potuto constatare facilmente che ci troviamo di fronte ad uno dei miglior scrittori inglesi contemporanei.

In quel romanzo ci viene rappresentata una Gran Bretagna thacheriana insolita.

Il grande affresco ha come protagonisti, non già il mondo dei minatori, o degli ambienti sociali duramente provati dalla ferrea mano di una conservatrice par suo, bensì il mondo a lei più vicino, quello della casta nobiliare e della sua rappresentanza politica.

Con grande ironia vi si svolgono vicende legate a rampolli privilegiati e a padri cinicamente dediti alla conservazione di privilegi e prebende.

Memorabili le pagine in cui l’autore ci descrive una delle feste in cui anche la Lady di ferro fa la sua comparsa, con l’ esilarante atmosfera che i partecipanti -e lei stessa- riescono a creare, intorno alla magica apparizione della “bella ed elegante” superdonna: potente e ineguagliabile!

In questo suo ultimo romanzo “Il figlio dello sconosciuto”, Hollinghurst si fa decisamente più ambizioso, conducendoci per mano in una vicenda che si snoda dagli inizi del 900 fino ai giorni nostri. Lo fa attraverso le vicende che legano due famiglie di alta borghesia, casualmente intrecciate lungo tutto il secolo. Le famiglie vivono nella provincia a Nord di Londra, vicino ad Oxford e Cambridge . Nella Proprietà della famiglia Sawle, chiamata ‘Due acri’, arriva George, uno dei tre figli del capostipite. Studente a Cambridge, George arriva in compagnia di Cecil, figlio della molto facoltosa famiglia dei Valance, poeta e giovane di grande fascino e prorompente sensualità, per trascorrervi qualche giorno di relax.

I due sono in realtà segretamente amanti, ma niente deve trapelare di questa loro segreta passione: siamo nella prima decade del 900, in una Inghilterra ancora vittoriana. La sorella di George, la giovanissima Dafne si prende una cotta per Cecil che, nel l’accomiatarsi , su una richiesta esplicita, trascrive nel suo diario dei versi intitolati “Due acri” che Dafne pensa siano stati scritti per lei, ma che in realtà, forse, si riferiscono a suo fratello La figura di Cecil, che muore giovanissimo durante la prima guerra mondiale, diventerà famosa in gran parte grazie alla pubblicazione di quei versi. Dafne sposerà peròil fratello di Cecil e ciò porterà all’indissolubile intreccio fra le famiglie ,di cui il romanzo parla.

L’autore, con una tecnica inversa a quella del feed back, segue le storie complesse di ognuno dei componenti delle due famiglie e di coloro -mogli, mariti, amanti, personaggi a loro legati del mondo artistico letterario della Londra del secolo scorso- fino alla soglia dei giorni nostri, aprendo i capitoli che si susseguono, con salti in avanti temporali pirotecnici. 2 Ci si trova così di fronte in continuazione ,da un lato ai personaggi del capitolo precedente in contesti modificati rispetto a quelli descritti in precedenza e con nuovi personaggi (raccomando al lettore di segnare volta a volta nomi e ruoli, per tenerli a mente: proprio come nei grandi romanzi russi!).

La complessità delle vicende narrate, gli andirivieni continui con cui l’autore ci svela gradatamente i segreti famigliari e di quelli che ne entrano in qualche modo a far parte (che assomigliano a complicate scatole cinesi ) sono il frutto della scrittura matura, superbamente raffinata dell’autore, maestro nel penetrante scandaglio dei tormentati sentimenti che accompagnano le variegate personalità dei personaggi del racconto. Vengono in mente scrittori come Henry James, o E.A. Foster. Hollinghurst riesce, attraverso il modificarsi del linguaggio e dei comportamenti dei personaggi lungo il corso del tempo, a darci la netta immagine della trasformazione tumultuosa nella vita sociale inglese, dall’epoca tardo-vittoriana alla realtà contemporanea,

L’inesorabile scolorirsi dell’ipocrito mondo di valori che ha segnato in modo particolare l’eredità vittoriana, e il crescendo di una società che si avvia ad essere sempre più liberale nei costumi, ci avvolge; tuttavia l’Autore, non rinuncia a farci intravvedere con ironia amara, quanto il nostro giovane secolo sappia essere intriso di nuove e diverse ipocrisie In questo lungo tratto di tempo vediamo i personaggi invecchiare, morire e, con loro, scomparire o decadere dimore sontuose, annebbiarsi più o meno volutamente ricordi dolorosi o indicibili, opere letterarie ritenute un tempo interessanti scritte intorno e da componenti delle famiglie Sawle e Valance, oggetto più solo di ricerche per giovani e pruriginosi letterati in carriera. Hollinghurst insomma, ha una scrittura labirintica, elegante, ironica quanto basta per regalarci uno squarcio convincente ed interessante sui cambiamenti sociali di un Paese che, questi cambiamenti li sa affrontare con eleganza senza pari.

Dove trovare, se non nella campagna intorno alla grande Londra, un personaggio come l’adolescente sognatrice Dafne che ci accompagna lungo tutto il romanzo fino alla sua tarda vecchiaia e alla sua testarda voglia di esserci in un mondo dove tutto è cambiato, dove persino la magnifica proprietà in stile vittoriano dove ha vissuto da regina verrà demolita, mentre lei abita ormai in una modestissima casa di campagna con…il figlio dello sconosciuto?

Alan Hollinghurst è nato nel 1954 nel Gloucestershire. Oltre ai vari romanzi pubblicati, ha avuto una lunga collaborazione con il supplemento letterario del “Tmes”. Con “La linea di bellezza” ha vinto il prestigioso Booker Prize.

 “IL FIGLIO DELLO SCONOSCIUTO” di Alan Hollinghurst (ed. Mondadori, pag. 472. euro 22).

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