Ignoranti

Questo a chiare lettere è quanto si può dire di chi rivendica la cristianità come fondamento dell’Europa. Già cosa ci ha dato il cristianesimo? Dall’inizio: un imperatore pagano (Costantino) che per avere la meglio sul suo diretto concorrente al potere, ha finto di appoggiare la fede cristiana (lui l’abbracciò, forse, in tarda età). Poi si va avanti con i secoli bui, quelli dei barbari, che, puntualmente DOPO aver saccheggiato l’Italia si convertivano. Il meglio fu Carlo Magno, che fece guerra a suo suocero (cristiano) e si occupò poco o niente dei musulmani che erano in Spagna. Di bene in meglio andiamo. quando la società europea cambia, o meglio si rigenera con la nascita delle borghesie prima italiane (Firenze, Venezia e Genova) poi olandesi e infine tedesche. Nasce una diversa necessità religiosa (sempre in funzione di puntello al potere politico-militare) e troviamo Martin Lutero, che se ne strafotte dei poveri e benedice i nuovi potentati: le rivolte contadine finiscono SEMPRE soffocate nel sangue, i cristiani si dividono e pensano solo a dare il buon esempio (Inquisizione, che ancora oggi qualcuno definisce santa). Torturati, bruciati, ma soprattutto repressi. Il libero pensiero una chimera, ma il proclamarlo un’ingiuria (Keplero, Galilei, Campanella, Giordano Bruno, ecc…). La scienza nasce e cresce non per gli incunaboli dei monasteri, ma per le traduzioni dall’arabo, e per le frequentazioni dei mercanti con mondi non cristiani. Importiamo non solo seta e spezie, ma anche la bussola, la conoscenza degli astri e tante altre utilissime cosette. Arriviamo al seicento e ormai non è più possibile comprimere la borghesia, è cominciata la rivoluzione. Prima industriale e poi politica. Cadono le teste (stavolta dei re) e qualcuno comincia a fantasticare sull’uso delle loro budella. Il mondo cresce, ma poi non più di tanto se sul campo di battaglia si continua a gridare che “Dio è con noi”, ma poi si impigrisce perchè non va anche nei lager a vedere cosa succede. Certo neppure nei gulag, ma là regnavano i senzadio. La politica del secondo dopoguerra è tutta di chi ha un Dio e chi no, almeno nell’Europa meno colta e più stracciona. E niente cambia se ancora oggi ci sono dei soggetti che non praticano il voto di povertà, ma non si astengono dal professarsi cristiani, e non solo nel privato, ma soprattutto quando sono sui palchi. Che poi abbiano problemi giudiziari con reati che la morale, qualsiasi, anche quella cristiana, condanna, questo pare non li riguardi. Come non li riguardano gli attici dei cardinali o la pedofilia del clero. Li riguarda solo i crocifissi nei luoghi pubblici e la libertà dei medici di non fare aborti: come se il giuramento di Ippocrate contasse una cippa. Ma non solo, potrebbero obbiettare e comportarsi da uomini di fede. Col cavolo, la fede serve solo per fare carriera, per il resto, diritto alla privacy. E basta guardare la Lorenzin, Salvini e Adinolfi per capire che le radici cristiane sono una bufala, per vedere come tutto è solo e sempre intrallazzo e come sarebbe ora di darci un taglio con le cazzate. L’Europa ha, come gli alberi, tante radici e tra queste tante, ci sono tante religioni, tra cui anche quella cristiana.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.