I sogni si costruiscono mattone su mattone

IMG-20140328-WA0006 E’ in esposizione a New York, presso la galleria Discovery Times Square, “The Art of Bricks” la più grande esibizione al mondo di opere d’arte costruite con i mattoncini Lego, da parte del famoso artista contemporaneo Nathan Sawaya.

E’ proprio un video dell’autore che accoglie in un’anticamera i visitatori: nato negli Stati Uniti, Sawaya racconta come già da bambino sentisse una profonda vocazione creativa. Laureatosi alla New York University in legge, abbracciò però un percorso ben meno fantasioso, lavorando per anni come avvocato d’affari. Ma la sera, quando tornava a casa, sentiva il bisogno di esprimere un altro lato di sè. Fu così che nel 2004 fra lo scalpore generale, abbandonò la propria professione per dedicarsi alla costruzione di opere d’arte con i mattoncini Lego, una forma d’arte mai sperimentata in precedenza. E oggi, superati lo scetticismo generale e le difficoltà, migliaia di mattoncini dopo, Sawaya invita anche i visitatori a seguire le loro vere passioni e la propria spinta creativa, ricordando che “i sogni si costruiscono… un mattone alla volta”. Quando lo schermo si solleva, ecco rivelata proprio la prima opera: una mano grigia che tiene tra le dita un mattoncino color rosso.

Nella prima sala sono esposti quadri famosi, che l’autore ha ricostruito con i Lego, si va dalla Gioconda, all’Urlo di Munch, al Viandante sul Mare di Nebbia di Friedrich e molti altri. Segue una sala dedicata alle sculture: un dettagliatissimo David di Michelangelo, la Venere di Samotracia, passando per le più famose statue dell’antica Grecia, Egitto, oltre a una gigantesco Moai dell’Isola di Pasqua.

Nella sezione successiva vi sono le opere proprie dell’artista, accompagnate da targhette esplicative. C’è la famosa opera “Yellow”, copertina della mostra, nella sezione Metamorfosi, che simboleggia l’aprirsi dell’artista al mondo. Vi è poi la statua di un uomo le cui stesse mani creano una scala che il medesimo si accinge a salire, che l’artista spiega così: “quando ti serve un appoggio per salire, spesso non serve guardare più in la che a se stessi”. Un’altra costruzione evocativa rappresenta invece un uomo trattenuto da molte braccia che lo braccano da dietro. L’artista la descrive in questi termini: “Ovunque il tuo cuore ti conduca, ci saranno mani che proveranno a trattenerti. La sfida nella vita è trovare la forza di liberarsene. Ho creato questa scultura in risposta a tutti coloro che mi hanno detto ‘no’ nella vita”.

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Le opere di questa sezione centrale racchiudono in generale un significato profondo e vogliono ispirare l’osservatore, invitandolo alla ricerca della propria autenticità e forza interiore. Offrono messaggi facilmente decifrabili ma potenti nella loro semplicità.

Segue poi un gigantesco scheletro di dinosauro, lungo oltre 6 metri, per la cui costruzione sono occorsi oltre 80,000 mattoncini Lego e che l’artista considera un omaggio ai bambini, suoi grandi ammiratori. Nell’esposizione è inoltre inclusa una sezione speciale dedicata a New York, con alcune opere celebrative della città, costruite per l’occasione, come una Statua della Libertà che si apre il petto e mostra il cuore color rosso. Al termine dell’esposizione è possibile autografare un mattoncino e collocarlo sul muro. Sawaya utilizzerà in seguito tutti questi Lego per la costruzione della sua prossima opera.

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Nathan Sawaya è oggi un artista di fama mondiale, le cui opere vengono esposte in numerose città del mondo. Inoltre si esibisce anche in tempo reale, dando vita a costruzioni davanti al pubblico pagante e toccherà l’Europa tra Aprile e Maggio, con show a Dublino ed Amsterdam. Nel complesso le sue esposizioni meritano non soltanto per il piacere e la giocosità che le opere trasmettono; i Lego sono un linguaggio semplice, comunicano a tutti in egual misura e toccano quella parte di animo che e’ rimasto bambino ed è quindi facile entrare in empatia e comprendere il rigore e la laboriosità alla base di ogni costruzione, che uniti ai messaggi simbolici dell’artista, risultano di grande ispirazione e offrono un messaggio positivo, di forza e autorealizzazione, che accompagna il visitatore anche fuori dall’esibizione.

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