I nuovi mostri

giovaniI nuovi mostri… sono i giovani italiani. Facciamo due conti: il Grande Fratello è alla dodicesima edizione. Questo significa che tutti coloro che sono nati dopo l’ottantasei hanno impattato la piena deriva televisiva in un’età fra medie, elementari o addirittura asilo. Quindi, siccome a quell’età il pensiero è in piena fase di formazione e il filtro critico è quasi nullo, hanno preso per buoni due terzi della robaccia che hanno visto come se fosse la realtà.Dall’equazione formativa escludiamo pure la scuola, che può ormai essere derubricata a voce di spesa o ente di sussidiarietà (90% dei fondi vanno in stipendi) e poco più. Non temo particolarmente di essere smentito, perché i risultati educativo/didattici parlano da sé.

Dunque dicevamo, il delirio che hanno visto sui mass media è divenuto la loro realtà. Uno studio tedesco per esempio mostra come la fiumana di minchiate delle riviste di gossip è interpretata dalle persone quale reale o verosimile. Il risultato tangibile è quello di uno spettacolo grottesco, dove la realtà supera la fiction. Se infatti nella maggioranza dei programmi televisivi il mercanteggiamento porta a qualche risultato di rilievo, ossia ci si vende la dignità, la verginità, il corpo o i pensieri in cambio di una visibilità monetizzabile, uno pseudo-lavoro o un ingaggio, le “new generation” scimmiottano tutto ciò gratuitamente e in scala ridotta, col risultato di scadere nel ridicolo più totale!

Ad esempio mi è capitato di conoscere una ragazza che è riuscita a posare per un catalogo di abbigliamento di una marca di moda. Ovviamente non è una professione, visto che non le dà da vivere ed è una prestazione occasionale, magari un piacevole vezzo. Ma questo non le ha impedito di aprire su Facebook addirittura un profilo da “personaggio pubblico” a cui i “fan” possono iscriversi. Un delirio totale che ha suscitato in me un sorriso di compatimento,  reazione che però temo ormai essere.. di nicchia, visto che i più sottoscrivono la pagina e slinguazzano fondelli che è una meraviglia.

Altri esempi. I concorsi di bellezza sono già qualcosa di deprimente, perché consistono nel far sfilare con un filo su per le chiappe delle giovani donne, mentre orde di primitivi (l’uomo medio italiano che va a vedere il concorso) schiamazzano fini apprezzamenti oxfordiani. Ancora più assurdo è quando i padri vi accompagnano le figlie e assistono in diretta a questi fini apprezzamenti – “io a questa glielo…”- e qui potremmo anche entrare in un’analisi freudiana che lasciamo per un futuro articolo. Detto ciò, si potrebbe ancora tollerare Miss Italia. Un po’ meno tollerabile è quando amministrazioni locali patrocinano sfilate di intimo con modelle minorenni. Semplicemente demenziale invece è quando si verifica la situazione per cui ogni baretto chic di una città media, almeno due volte all’anno organizza la sfilata in mutande delle “gnocche locali” con stuolo di amici, amichetti e lecchini al seguito, i quali poi sperano in.. non si sa cosa. Forse solo in un po’ di (mal)sano vouyerismo.

Ecco, questo è il mondo dei giovani che ci devono guidare a un domani migliore. Che invece di interagire tra loro, parlare, sedurre, confrontarsi, supportarsi, sono nel bar sotto casa, divisi in corteggiatori e corteggianti, oppure sfilanti e plaudenti, a sbavare sulla compagna di classe che sfila in mutande per il concorsino “Miss Bar di Quattro Mentecatti”.

Uno scenario surreale che non ha uguali in nessun altro paese evoluto (ma poi, siamo un paese evoluto?), dove alla barra del timone dovranno stare questi… “nuovi mostri”.

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