Guerre finte e guerre vere

President Barack Obama talks with Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu during a phone call from the Oval Office, Monday, June 8, 2009.   Official White House Photo by Pete Souza.This official White House photograph is being made available for publication by news organizations and/or for personal use printing by the subject(s) of the photograph. The photograph may not be manipulated in any way or used in materials, advertisements, products, or promotions that in any way suggest approval or endorsement of the President, the First Family, or the White House.

Di solito delle cose finte si parla male e si lodano le cose vere. Di solito. Ora, se invece parliamo delle manovre NATO, tutti ne parlano benissimo, è una guerra finta, quindi falsa, serve solo a far giocare i Generali, far contenti gli americani e i venditori di benzina e munizioni a salve. In poche parole, non serve a niente, ma costa un botto. In compenso, della guerra vera, quella di ISIS, nessuno parla, peggio ancora nessuno fa niente, e ISIS avanza e fa stragi, mutilazioni in diretta nei villaggi appena conquistati, sgozzamenti on line per rinsaldare la fede dei veri credenti e terrorizzare gli avversari. E tutto va avanti senza azioni serie. Nessuno parla dei tunnel che dalla Turchia riforniscono i credenti, che poi favoriscono Erdogan, ammazzandogli un po’ di curdi (tutto grasso che cola, meno oppositori e meno voti contrari). Nessuno parla di Mr Obama che in pubblico annuncia la guerra totale (ma poi fa armiamoci e partite) e in privato favorisce i riscatti in denaro (graditi ai veri credenti per rimpinguare le casse: la guerra costa e chi vende armi non crede ad Hallah, ma al colore dei soldi). Nessuno parla del perché agli USA questa non guerra fa un comodo porco: mette sunniti contro sciiti (in pratica indebolisce Siria e Iran) ed “esporta” l’islamismo in Russia e Cina. Una meraviglia. Poi capiterà un qualche guaio come le torri gemelle e si copriranno il capo di cenere, ma qualcuno (“armieri” e petrolieri) faranno un sacco di soldi. Tutto perché l’Europa non si decide a crescere. Siamo ormai al ridicolo: gli americani spiano la Merkel e Holland ( prima di lui Sarkozy e Chirac) e noi quasi chiediamo scusa perché Snowden fornisce le inequivocabili prove. Che tutto serva a indebolire la politica nazionale ed europea, che i nostri segreti industriali siano e diventino carta straccia, di questo nessuno si cale. Andiamo avanti protetti dalla bandiera a stelle e strisce. Le stelle ce le fanno vedere a sganassoni e le strisce sono quelle delle cinghiate sul culo. Nessuno alza un sopracciglio, pena essere bollati di collusione col nemico. Che poi sarebbe Putin, che con il gas ci risolverebbe il problema della polluzione (cosa che ai nostri cari amici non interessa, visto che hanno ancora da firmare Kyoto con vent’anni di ritardo e ora rilanciano col freaking per inquinare un po’ di più). Il buono sarebbe invece il cioccolataio ucraino che, oltre essere più integralista dello sparatore dei negri, grandi meriti presso il suo popolo non ha. Ma tutto tace e il mondo si dà pace. Come diceva Tacito: fecero il deserto e lo chiamarono pace.

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