Giustizia per il Pirata

pantani2--310x210 Ricordo che vidi uno speciale su Pantani diversi anni fa in cui la madre, insieme ad un giornalista aveva ricostruito alcune incoerenze che la spingevano a credere che il figlio fosse stato assassinato.

Ricordo come alcune degli elementi che lei citava già all’epoca, quali il cibo asiatico trovato in camera (che il Pirata detestava) o molliche di pane nella sua bocca (con cui la cocaina gli sarebbe stata fatta ingerire), mi fecero subito pensare che non si trattava affatto di una madre che rifiutava la realtà, ma di un giallo forse troppo frettolosamente chiuso.

Oggi, a dieci anni dalla morte, si leggono sui giornali decine di altri indizi che sono in nettissimo contrasto con l’ipotesi del suicidio. E per la testa passano domande strane. Perché chiudere così frettolosamente una indagine, quando persino all’uomo comune alcuni di quegli indizi sarebbero suonati come grossi campanelli d’allarme? Come è possibile che dei professionisti quali i magistrati non li abbiano presi in considerazione e poi ci siano voluti ben dieci anni per riaprire il caso? Una tempistica che non fa altro che favorire i potenziali assassini; trattandosi di un omicidio eccellente in ambito sportivo, potrebbero far parte non solo di un giro di droga, ma essere anche implicati in scommesse sportive e quindi di organizzazioni malavitose potenti, del resto si tratta di due business gestiti da medesimi soggetti e spesso non sprovveduti di strada.

Non ci servivano certo altri esempi per avere scarsa fiducia nella giustizia di questo Paese. Ma in questo caso si profilano ombre ancor più inquietanti, perché a farne potenzialmente le spese non è stato l’uomo comune privo di mezzi, ma un personaggio illustre e un’icona sportiva. E allora occorre sapere una volta per tutte cosa è successo quella notte.

Il ciclismo in Italia non è solo uno sport, ma un importante fenomeno sociale, i grandi nomi come Bartali e Coppi sono intrecciati alla storia della Repubblica e hanno avuto un ruolo persino nel saldarne l’unità, il più importante quotidiano sportivo nazionale, letto da milioni di persone, porta il colore del Giro, per questo una figura come quella di Pantani ha un valore simbolico oltre che umano.

L’uomo è stato ucciso quella notte, ma questi dieci anni potrebbe esserne stato infangato il simbolo. Per questo occorre fare presto e bene e restituire alla madre e agli Italiani l’unica cosa conta: la verità. Sia fatta giustizia per il Pirata.

 

 

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