“Giuda” – Amoz Oz

5727377_298632 Ma Giuda è davvero il traditore per antonomasia, o piuttosto il più credente degli apostoli di Gesù di Nazareth?  E’ forse colui che il cristianesimo ha “utilizzato” per infierire contro il popolo ebraico; il laido tramite perché il deicidio si compia? O non piuttosto colui che per completa adesione al suo destino agisce perché esso si compia fino in fondo?

E non è Gesù un ebreo anche lui, dal momento che il cristianesimo nasce con S. Paolo che mai lo conobbe?

Con queste ed altre riflessioni inquietanti messe in bocca ai personaggi del suo ultimo romanzo, lo scrittore Amos Oz  ci regala un altro dei suoi affascinanti romanzi e l’ennesima occasione per affondare nelle nostre coscienze i dubbi che ci assalgono di fronte allo strano destino del popolo di Israele ,e del suo irrisolto conflitto con i palestinesi.

Siamo nella città di Gerusalemme, in una fredda stagione invernale. Un giovane, descritto come  barbuto e corpulento ,che soffre di asma, è stato abbandonato dalla sua ragazza che sposa un suo vecchio amore.

Lui ne soffre tantissimo. E soffre anche della sua incapacità di assecondare i voleri del padre per il suo futuro, preferendo scegliere studi umanistici, con l’idea di approfondire un tema a lui caro in una tesi di laurea che ha per titolo “Gesù in una prospettiva ebraica”.

La crisi per quell’abbandono, e non solo, lo fa desistere dal portare a compimento i suoi studi.

Senza l’aiuto del padre, disilluso, decide di andarsene da Gerusalemme e cercare in una zona semi desertica del paese, un modo di vivere nuovo, meno stressante, e capace, forse di ingigantire la disistima di sé, e di  di distruggere le ambizioni che pure coltiva.

Avendo però letto per caso in un annuncio di una richiesta di sostegno ad un vecchio signore, nella casa del quale dovrebbe convivere, in cambio di un piccolo salario, si decide di accettare.

Si trova così in una abitazione vecchia e ammuffita, ma piena di libri che lo attraggono:abitata da un vecchio brutto e malandato , e da una donna quarantacinquenne affascinante e misteriosa , come tutto in quella casa.

Oz con sapienza ci conduce, distillandone i tempi,  in un percorso che ci svela  il retroterra drammatico di vicende legate al passato dei protagonisti -quelli viventi  e quelli che non ci sono più

legando il tutto alle vicende complesse della costruzione lenta e sanguinosa di uno Stato prima inesistente.

Siamo negli anni 60.

Le ricerche che il giovane, Shemuel (il giovane protagonista) non cessa di condurre sul tema storico che lo assilla, si intrecciano con le grandi conoscenze che possiede il vecchio, con il quale, come da contratto, Shemuel deve conversare per almeno tre ore al giorno, poiché il vecchio si è volontariamente congedato dal mondo circostante, anche a causa di una forma di paralisi che gli impedisce di muoversi senza l’aiuto di stampelle.

 

Lentamente Shemuel viene sedotto dal fascino misterioso di Atalia, la donna che abita con loro, sfuggente quanto basta per attirarlo in una rete di cui lui vorrebbe essere più complice di quanto lei non desideri.

I temi di fondo del romanzo sono fondamentalmente due: chi era veramente Gesù e che cosa è il tradimento. Intorno a questi temi, l’autore fa delle digressioni storico-interpretative dense di quesiti irrisolti. E insieme tutto si attualizza nei dialoghi tra il vecchio e il giovane e, attraverso di essi, nelle vicende storiche che dal 48 ad oggi si sono sviluppate il Israele, sovrastate dall’enigmatica quanto imponente figura di Ben Gurion.

In uno dei numerosi dialoghi, il giovane dice al vecchio…”Fino ad un certo punto si può forse capire un popolo che per millenni ha ben conosciuto la forza dei libri, la forza della preghiera, la forza dei precetti, dello studio e della memorizzazione, , la forza del pensiero religioso,  la forza della trattativa e della mediazione, ma che la forza della forza l’ha conosciuta solo a suon di percosse. E che ora a un tratto si ritrova con l’arma in pugno. Carri armati e cannoni e aeroplani caccia. E’ appena appena naturale che si ubriachi di forza e tenda credere che usando la forza si possa fare di tutto……..la verità è che tutta la forza del mondo non basta per trasformare l’odio in amore…”.

Il lettore viene continuamente trascinato in un labirinto di tesi e contro tesi che sembrano dar ragione all’uno o all’altro interlocutore sullo sfondo di una sofferenza persistente che lega il passato al presente in modo indistricabile e che ci lascia, per volontà dell’autore nel dubbio.

E come sarebbe possibile altrimenti per il credente e per il non credente, per l’ebreo e il palestinese, per la guerra e per la pace, su un piccolo territorio che gronda vicende lunghe e ineguagliabili per le scie sanguinose che ha lasciato e ancora lascia sul campo?

 

Oz, con Yeoshua e Grossman, sono la coscienza critica più nota nel mondo della vicende legate al conflitto israelo-palestinese e insieme della sedimentazione storica complessa da cui tutto proviene.

Tutto ciò si incarna, nei loro romanzi in personaggi e vicende individuali che ne danno uno spessore umano particolarmente intenso e problematico e che rende esplicito il malessere esistenziale di un popolo e il suo destino a difendersi “dal nemico”.

 

Amos Oz è nato nel 1939 a Gerusalemme, ma si è ritirato da tempo in un cittadina, Arad, ed è professore universitario di letteratura.

Tra i suoi numerosi romanzi ricordiamo “Una storia d’amore e di tenebra”, “Non dire notte”  “Una  pace perfetta”.

 

“GIUDA”    di  Amoz Oz

(Ed. Feltrinelli   pag 327   euro  18)

 

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