Giornali sciacalli

jackal Quando muore una persona per cause non naturali é una disgrazia. Se poi è un ragazzo è ancora peggio e infine se la causa della morte è un proiettile delle forze dell’ordine è una vera tragedia. E’ accaduto a Napoli e ha messo a nudo tutta la pochezza di questo Stato a pezzi. C ‘era un posto di blocco, ma di quelli da operetta che facciamo noi. In Francia ad esempio mettono a terra delle bande chiodate retrattili, che vengono attivate se qualcuno non si ferma: lo sanno tutti, si fermano tutti. Qui no, due o tre carabinieri, una paletta e tanta paura che qualcuno non si fermi e spari: allora armi spianate e colpo in canna.

Capita poi nell’eccitazione di inciampare o di avere la sensazione di un gesto pericoloso: il grilletto è tarato su pressioni di sfioro e partono colpi, che normalmente non producono danni, ma a volte feriscono, o peggio uccidono. Sono disgrazie, sono tragedie, dovrebbero incitare da una parte i responsabili delle forze armate a fare meglio il proprio lavoro, lo Stato a promuovere ufficiali competenti e non politicizzati e a preparare i militari adeguatamente e non assumerli come ripiego della disoccupazione cronica (perché sennò la maggior parte di loro sarebbe del sud?). Dovrebbe invitare i media a servizi equilibrati, composti come si conviene di fronte ad una tragedia. Guardiamo invece cosa è successo : i militari hanno fatto quadrato intorno a chi ha sparato, lo Stato non ha reagito, si limiterà a pagare, e i media hanno cominciato lo sciacallaggio. Far parlare una madre distrutta dal dolore a che serve ? Ricordare che due fratelli del ragazzo sono agli arresti domiciliari a chi giova? Dipingere la famiglia come camorrista, riporta in vita il ragazzo o scagiona chi ha fatto partire il colpo mortale? No, serve soltanto ad alimentare polemiche sterili, serve a far dire ad uno dei fratelli che per fortuna, a loro ci pensa la Camorra.

E questo spiega il giochetto tipico del pennivendolo merdaiolo: dividere l’opinione tra colpevolisti e innocentisti non sulla base di fatti, ma su quello delle convenzioni. Rinfocolare le differenze tra nord e sud, tra terroni e polentoni. Buttarla in caciara e dimenticarsene appena succederà che qualche giocatore di calcio cambierà di letto. Questo è lo spettacolo di quella stampa scandalistica che esiste in tutti i paesi in cui però esiste anche un’altra stampa che a queste notizie, in quanto tali, dedica un trafiletto nelle cronache locali. Da noi , sull’onda della TV, queste sono LE NOTIZIE e allora manca solo che sia l’apertura del Sole 24 Ore e poi siamo a posto. Gli altri, Repubblica in testa, hanno da decenni aperto allo strillonaggio, accompagnandolo con dotti articoli di Mauro o di Scalfari, che sanno benissimo che non verranno letti e che sono la foglia di fico per permettersi tutto lo squallore del resto. Ecco, la morte del ragazzo è una disgrazia per la sua famiglia e per chi l’ha provocata. Tutto il resto è la nostra disgrazia, finché vorremo sopportarla.

 

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