Furia della natura

untitled Così di solito titolano i giornali quando capita qualche catastrofe naturale. Di solito più che furia o catastrofe si dovrebbe parlare di stupidità umana o peggio di soldi contro pericolo di vita.

Parlo di terremoti che abbattono manufatti detti antisismici e che da noi non stanno in piedi mentre in Nuova Zelanda e in Giappone sì, anche a sismi peggiori. Parlo di case costruite in aree golenali o nell’alveo di torrenti. Parlo di nessuna prevenzione, di torrenti che crescono di 1,5 metri in mezz’ora, con piogge sicuramente forti, ma non monsoniche. Palo di fogne che non ricevono, perchè i tombini di scolo sono intasati d’acqua, e che le foglie cadono d’autunno quando potrebbe piovere lo sanno anche i sassi. Alle foglie aggiungete plastica e cartacce e il risultato non può essere che scantinati allagati, negozi invasi dalle acque e merci da buttare. Tutto questo ormai ha cadenza semestrale o peggio, nella nostra penisola. Ma non basta. Per chi non lo sapesse, ogni fabbrica deve avere una squadra di pronto intervento che fronteggi incendi o eventi naturali straordinari. Resta allora da chiedersi come mai in un paese dove la metà dei giovani (fuori dalla scuola) non lavora, nessuno si preoccupi di fare in modo che la macchina della prevenzione e del pronto intervento non sia più estesa. E non è che i laureati in attesa di lavoro, se imparano a tenere in ordine i fossi o a spalare il fango si devono sentire offesi. Già, i loro padri, volontari, furono incensati come angeli del fango quando andarono a Firenze o a Genova o in Friuli. Non solo, vedendo lavorare una macchina ben organizzata, ne trarrebbero giovamento e potrebbero magari farne parte nel futuro. I nostri cugini francesi hanno i pompieri ausiliari, i loro ragazzi alle superiori, almeno un mese lo passano impratichendosi su come affrontare incendi o catastrofi naturali. Da noi niente, tanto internet e tanta TV. Poi piove e allora è solo GOVERNO LADRO!

 

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