Formati e riformati

RonnMoss3 Formati nell’era berlusconiana, i giovani italiani tendono ad essere contro (da stadio), pro (da veline), o  neutri (da espatrio). Partecipare mai. Anche nella galassia grillina, milioni di votanti e poche decine di migliaia di partecipanti, secondo le regole, legittime dei dioscuri, più scuri che dio. Sì perché, un po’ come ai vecchi tempi, la nuova è una generazione di riformati. Sia nell’accezione militare, non adeguati, sia in quella letterale,  rifatti di nuovo. E finchè non troveranno un’identità (ma la troveranno, o meglio gliela lasceranno trovare ?) sarà un balletto di sordi, chi comanda,  e un vagare di zombie, chi “ubbidisce”, che poi è una parola forte, perché ormai il consenso si basa sull’accettazione della disubbidienza debole, quella che colpevolizza e omogeneizza ai potenti, lasciando quindi a questi tutte le possibilità di fare quello che vogliono.

La formazione  è stata smantellata, lasciata alla volontà del singolo e così, resa difficile. La scuola non fornisce competenze appetibili, e dopo aver lavorato per distruggere gli insegnanti, si sono distrutti i programmi, resa impossibile la meritocrazia, la competenza.

L’altro punto di forza della formazione, la famiglia, è stata smembrata. Si è puntato sulle scorciatoie, sulla roulette del mondo dello spettacolo allargato, sulla fisicità come valore unico e quindi ginnastica da sempre, diete come sistema alimentare, griffe vere o finte, moda sempre, anche se da bancarelle cinesi del mercato, rughe da combattere, come e più dell’HIV.

Impegni mai, idee meno, decisioni non pervenute.

Non sono tutti così, ma sempre più, sino a sfiorare il punto di non ritorno. Non si può stare sul divano e piangere il furto di futuro, soprattutto oggi, che chi un futuro non ce l’ha, è disposto a viaggi impensabili, a vite derubate, ad uccidere ed essere uccisi. Non si può restare sul divano a vedere le “primavere” degli altri, che poi sono bagni di sangue, pensare che questi renderanno loro un futuro, credere che basta una manifestazione ogni tanto, con cheffie e bandiere bruciate.

Si prendano in mano il mondo, perché sennò gli altri, i vecchi per primi, in mano gli metteranno qualcos’altro.

 

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