Fedeli e l’avanguardia didattica

 La signora Fedeli, al secolo Ministra della Pubblica Istruzione, ha deciso che lo smartphone é uno strumento didattico e quindi lo si può portare in aula durante le lezioni. É una grande riforma, e tutti i ministri che l’hanno preceduta si mordono le mani per non averci pensato. Si tranquillizzino, loro che, comunque a scuola ci erano andati, erano stati fuorviati da quella frequentazione. Lei, anima libera, scolarizzata all’incirca, con frequentazioni differenti che non le polverose aule scolastiche, che mille volte si é salvata da figuracce compulsando wikipedia o altro su google, che si é fatta mandare la risposta con sms o parlando sottovoce, lei era l’unica che poteva arrivarci. Lei ha rivoluzionato la scuola. Infatti se lo smantphone in classe é il primo passo, perché  é uno strumento didattico, allora a cosa serve ascoltare i prof se posso trovare on line quello che loro raccontano. E arriveremo alla frequenza non obbligatoria. Allora perché pagare il personale scolastico,  se basta lasciarlo a casa e gli studenti possono telefonare per farsi dare qualche dritta? Vuoi mettere il risparmio? Le scuole non serviranno, e quindi neppure i bidelli, e neppure la manutenzione ed elimineremo il bullismo, forse ci sarà un aumento di stalking, ma poco poco. Poi potremmo portare la scuola dell’obbligo non all’età del diploma, ma a quello della laurea e siccome in Italia la scuola dell’obbligo é esente da bocciature (le uniche sono per frequenza insufficiente, ma caduta la frequenza tutti promossi)  in una ventina d’anni avremo una gioventù tutta laureata. Gli esami? On line naturalmente. Resta solo da chiedere alla ministra se lei andrà da uno di questi “nuovi” medici per farsi curare. Si dirà che sono illazioni di un maligno come me. Forse, ma per questa classe politica la smania di allevare polli di batteria é sempre più forte ed un esempio é lampante. Fedeli alla Pubblica Istruzione. Se non vi basta allora continuate a pigolare.

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