Fede e Storia

fedeLe dimissioni del Papa sono cadute sui fedeli come un fulmine a ciel sereno. Prima di Benedetto XVI solo pochi Papi si erano dimessi. Ricordiamo tutti Celestino V. Dante rese il fatto imperituro nella Divina Commedia. Dopo Celestino V venne Bonifacio VIII, gran nemico del sommo poeta.

Credo che per capire i fatti e gli eventi proprio da Dante bisogna partire. lui scrisse la Commedia, fu Boccaccio che la sdoganò come Divina Commedia. Il divina stava per meriti artistici, ma nel tempo i due termini si fusero e fu quasi materia religiosa. La religione attiene alla fede e tutti i libri del Nuovo e Vecchio Testamento ci parlano di fede, ovvero d’ insegnamenti NON provati da atti certi. Gli atti sono appannaggio della storia. Quindi la fede è una professione, ovvero un’affermazione non dimostrabile, la storia di contro, cerca, quando è buona storia e non la storia dei vincitori, di raccontare i fatti nella loro connessione temporale.

In questo assolve il suo compito e non trae mai giudizi da dette concatenazioni. I giudizi sono solo personali e legati alla cronachistica interpretazione. Per fare un esempio la storia NON dice che Mussolini era anche una brava persona, dice che ha fatto riforme sociali importanti, che ha promulgato le leggi razziali, aperto campi di concentramento in Italia ed è intervenuto in guerra senza un’esplicita richiesta germanica. Se sia stato un criminale o uno statista di rango la storia, ripeto, NON lo afferma.

E questo spiega molto della storia della Chiesa. La storia appunto, gli atti di Papi e Cardinali e non le favole dello Spirito Santo, che viene aperto o chiuso come un ombrello a piacimento.

Nelle cose di fede ci vuole rispetto. Da parte di tutti. In quasi tutte le religioni tra la fede e i fedeli c’è un organo mediatore che è la struttura ecclesiastica. Tali strutture nel tempo si sono arrogate il diritto di dividere la buona dalla cattiva fede. Nei cento anni dopo la morte di Cristo, nacquero una trentina di Vangeli, fu il vescovo Ireneo, nel 200 dopo Cristo a dichiararne veri 4 ed a combattere gli altri, definiti apocrifi. Da questo quindi discende che anche la struttura ecclesiale NON è cosa di fede, ma di storia. La scelta del Papa in conclave, si afferma, avviene per la scelta da parte dei Cardinali con l’intervento dello Spirito Santo. Mi sia consentito di dire che le vie del Signore sono misteriose per la mente dell’uomo, perché solo così ci si spiega una serie interminabile di Papi le cui azioni furono discutibili. Solo per venire ai giorni nostri e all’infallibilità del Papa, tale solo quando parla ex Cathedra (e tale infallibilità la promulgò Pio IX neanche 200 anni fa), anch’essa sembra fuori non solo dalla storia, ma anche dalla fede. Perché sembrerebbe quasi, e lo dico con rispetto, un atto voodoo, una specie di trance in cui il Papa, uomo del mondo e della storia, cade in momenti particolari e a lui quasi ignoti. Ma così non è perché, è il Papa che decide quando è ex cathedra e quindi c’è una continuità tra l’uomo della storia e quello della fede.

Il vero problema è non la conflittualità tra Fede e Storia, ma tra quest’ultima e la struttura ecclesiale, che per mantenersi nella Storia, si deve dare la stessa valenza della Fede, ovvero l’inintelligibilità. Ma questa è appunto un’altra storia, la storia della condanna della scienza, della persecuzione del pensiero laico, con roghi e scomuniche – i comunisti lo furono sino alla fine degli anni cinquanta-, degli integralismi fanatici, delle persecuzioni delle altre, geograficamente, fedi. Sì perché quello che accomuna TUTTE le strutture ecclesiali non è la professione dell’amore e della concordia tra gli uomini, ma la presunzione della propria superiorità sino al limite dell’annientamento degli altri. Guardate cosa succede tra sunniti e sciiti, entrambi movimenti mussulmani (stesso Dio e stesso Profeta), in Iraq.

Ecco quindi come le dimissioni di Benedetto XVI, che tra due mesi tornerà ad essere Ratzinger, sono un fatto della storia e anzi un accadimento storicamente rilevante per fermare o contrastare o favorire altri futuri eventi. Un uomo quindi che, forte della propria fede, ma cosciente della situazione attuale rimane nella Fede e si cala nella Storia.

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