Donne in cerca di guai (seri)

modella-magrissima-in-costume-da-bagno Si sono rivisti sulle passerelle di moda delle sfilate milanesi dei morti che camminano, cioè le solite modelle anoressiche, sulle quali per anni si è dibattuto, accusandole giustamente di offrire modelli sbagliati di femminilità alle giovani generazioni. E poi, vedere quelle ginocchia ossute, quelle cosce scarnite, tra le quali passerebbe un treno, quelle braccia che sembrano rami secchi di un albero e i volti emaciati, segnati da profondissime occhiaie scure, segno di sofferenza degli organi interni e di probabile uso di sostanze stupefacenti, sottolineate poi da un trucco spettrale, a noi che possediamo raziocinio, fa davvero pena, sentimento di vera compassione per quelle povere se pur strapagate ragazze, che dovranno affrontare un lungo periodo di cure, se prese in tempo, perché, si sa, l’anoressia avanzata porta alla morte. Quale assurda norma ha stabilito che il modo migliore per indossare un meraviglioso abito di alta moda o il pret a porter, sia possedere la taglia 38, oltre la quale, per i canoni degli stilisti, si è delle ciccione, per cui gli abiti non donano? Secondo noi è vero l’esatto contrario, e in particolare per gli uomini che amano le donne. Come non ricordare , ad esempio, l’ode dedicata da Giorgio Albertazzi, grande attore e amatore, al tornito lato B di Magda Gomez, per non parlare della passione dei maschi per le forme morbide della Bellucci, per il corpo dell’Arcuri, di Belen, della Ferilli, l’apprezzamento della danza sensuale sul palo della burrosa Claudia Gerini. Allora mi viene da dire una cosa non politicamente corretta, che non vuole essere una condanna morale per i gay, ma una constatazione. Il mondo della moda in grande percentuale è in mano loro, che sicuramente in fatto di creatività e di capacità anche imprenditoriali, sono maestri (come non ricordare Valentino, Armani, Kenzo, Dolce e Gabbana, Versace e altri), ma non amano il corpo della donna, anzi desiderano che sia androgino ,per questo non rinunciano alle modelle anoressiche. Propongo quindi alle prossime sfilate un sit in di protesta di qualche associazione di donne maltrattate, perché di questo si tratta anche per le top model, ad esempio con delle scope, a cui vengano appesi i loro meravigliosi abiti, così da ridicolizzarli e attirare ancora per una volta l’attenzione dell’opinione pubblica, chissà…

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