David Copperfield

Da bambino amavo l’illusionista David Copperfield. Ricordo che ogni anno, la vigilia di Natale la televisione trasmetteva il suo spettacolo, sempre lo stesso, che non mi stancavo mai di rivedere.

Immaginavo come sarebbe stato dal vivo, come in un sogno. Poi la vita ha avverato tanti dei miei sogni e così molti anni dopo, ormai ultraventenne mi ritrovai a Las Vegas per la terza volta, anche se i desideri dell’infanzia avevano lasciato posto a feste e lunghe notti nella città del Nevada.

Il caso volle però che un giorno mi imbattessi nello spettacolo di David Copperfield al Casinò MGM e decisi di comprare il biglietto. Lo spettacolo mi lasciò di stucco. Non solo fu un tuffo nella mia infanzia, ma soprattutto vidi l’incredibile lavoro e dedizione necessari ad assemblare uno show di quel genere. Ora che ad anni di distanza, le luci della città, la musica che rimbomba fra i muri dei locali e le lunghe notti restano solo un opaco e confuso ricordo, ciò che resta nel mio cuore di Las Vegas è proprio quello spettacolo di David.

Recentemente ho appreso una notizia che mi ha sconvolto. Nel 2018 soltanto, all’età di 62 anni, David Copperfield si è esibito nella bellezza di 670 show.

Ora cerchiamo di mettere nella giusta prospettiva questa cifra mostruosa. Si tratta di quasi 13 show a settimana, senza soste. Il tutto senza contare preparazione, interviste, lavoro con lo staff, agenti e molto altro.

Siccome un uomo di 62 anni almeno la domenica deve riposarsi, questo significa fare 3 show ogni singolo giorno. Senza mai andare in vacanza.

Per renderci conto dello sforzo mostruoso che fa l’illusionista, occorre anche considerare che stare con i riflettori puntati su di un palco per ore fa sudare sette camicie, letteralmente. Inoltre esibirsi sempre dal vivo, senza possibilità di errori è già massacrante per un conduttore televisivo, ma non è nulla se paragonato ad un illusionista che non può permettersi il più piccolo margine d’errore. A questo aggiungiamo che David fa pure escapismo, slegandosi per esempio da dentro una tanica d’acqua in cui è incatenato, non esattamente un’attività a basso dispendio calorico. Tutto questo per tre volte al giorno, tutto l’anno, senza nemmeno il tempo per una settimana di relax a Riccione, come noi comuni mortali.

In una parola: sovrumano.

Ma se fare 670 show di quel genere è quasi inconcepibile da un punto di vista fisico e mentale, proviamo a pensare anche ai sacrifici che si deve autoimporre quanto a stile di vita.

Per esempio tirar tardi a bere  ad una festa è semplicemente fuori discussione, visto che qualunque giorno della sua settimana prevede l’aver appena finito tre show massacranti e averne altri tre in programma il giorno seguente. Qualsiasi altro vizio può  concederselo forse a Capodanno. Con un ritmo di quel genere non gli resta che il tempo per la palestra, il mantenersi in eccepibile forma fisica, una dieta sana e il non piccolo compito di gestire il suo impero finanziario!

Già, perché non dimentichiamo che David Copperfield ha un patrimonio stimato di quasi un miliardo di dollari.

Insomma, potrebbe viaggiare tutto l’anno per il mondo, alloggiando solo in suite presidenziali, bevendo il migliore champagne e mangiando solo in ristoranti stellati e invece lavora così tanto che non gli resta praticamente una settimana per andare in ferie in California, a meno che non si metta a fare quattro show al giorno.

E allora la vera domanda è: che cosa spinge un miliardario ultrasessantenne che nella vita può avere o ha avuto tutto, inclusa la donna più bella del mondo (famosa la sua relazione con Claudia Schiffer negli anni novanta), a sottoporsi a 670 performance in un solo anno?

Ci sono solo due risposte. O David Copperfield è così nevrotico e dipendente dal proprio lavoro che non riesce a smettere o a darsi una pausa nemmeno quando la ragione lo consiglierebbe. Oppure vi è un’altra ipotesi.


Che David ha realizzato appieno il proprio scopo nella vita: e lo scopo ultimo di ogni vita è sempre l’essere di servizio agli altri. Ha capito che l’unico modo per onorare la sua vita, i suoi talenti, la sua fortuna, è dedicare agli altri ogni goccia di sudore che gli resta, fino all’ultimo giorno. Per portare la magia a tutti i bambini e agli adulti del mondo. Per ricordare a tutti di credere nei propri sogni, credere che la vita può realmente essere magica.


Così magica da portare un bambino di Reggio Emilia incollato davanti a uno schermo di televisore fino a Las Vegas, e poi in mille altri luoghi di cui nemmeno conosceva l’esistenza, a realizzare sogni che a malapena osava concepire. Tranne… nella notte prima di Natale.

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