Consumo, salute e benessere: pensieri da Nobel – Franco Peracchi

Nobel L’attività di ricerca di Angus Deaton riguarda aspetti fondamentali: consumo, salute, benessere. Affrontati sia dal punto di vista teorico sia con verifiche empiriche. L’attenzione alla disuguaglianza nelle condizioni di salute all’interno dei paesi e fra nazioni. L’importanza della conoscenza.

Deaton e la relazione tra aspetti macro e micro

Finalmente, mi sono detto, alla notizia che il Nobel per l’Economia era stato assegnato ad Angus Deaton, pensando al debito intellettuale che come economisti abbiamo nei suoi confronti. La notizia mi ha enormemente rallegrato anche personalmente, perché l’ho avuto come relatore di dottorato a Princeton e gli sono amico.
L’attività di ricerca di Angus Deaton riguarda aspetti fondamentali: il consumo, la salute, il benessere.
Il consumo è una delle principali attività umane; richiede intelligenza, risorse e lungimiranza, e il suo output è il benessere individuale.
La salute è una dimensione fondamentale del benessere. Insieme al reddito, è però anche una precondizione per il consumo e il benessere, nel senso che cattiva salute e basso reddito limitano il nostro consumo e il benessere che ne ricaviamo.
La teoria economica può aiutarci a capire alcuni dei rapporti tra questi diversi aspetti, ma la semplice teorizzazione serve a poco se non fornisce predizioni osservabili. Se lo fa, nasce il problema di come utilizzare l’evidenza empirica per sottoporre a verifica le predizioni di una teoria. Teoria economica, econometria e metodi statistici svolgono tutti un ruolo importante a questo scopo, e conosco poche persone che li possono padroneggiare tutti e tre. Angus Deaton è sicuramente uno di loro.
Uno dei suoi contributi pionieristici è stata la derivazione di sistemi di equazioni di domanda che soddisfano gli assiomi fondamentali della scelta razionale del consumatore, confluiti poi nel libro Economics and Consumer Behaviour (1980), con John Muellbauer.
La caratteristica principale della ricerca di Deaton è, usando le sue stesse parole, “l’interazione tra gli aspetti micro e quelli macro, tra gli studi basati su dati sezionali e longitudinali, da un lato, e quelli basati su serie temporali aggregate, dall’altro”. Un ottimo esempio è il suo libro Understanding Consumption (1992), che ha plasmato il modo di pensare di molte coorti di giovani economisti interessati al risparmio e alle decisioni a livello di famiglia. Dalla sua ricerca emergono due messaggi generali.
In primo luogo, “modelli con agente rappresentativo applicati a dati aggregati sono di scarso valore e quello che da essi abbiamo imparato è più metodologico che sostanziale. Gli agenti rappresentativi hanno due grossi limiti: sanno troppo e vivono troppo a lungo. Un insieme di individui con durata di vita finita e informazioni limitate ed eterogenee è improbabile si comporti come il singolo individuo descritto dai manuali”.
In secondo luogo, “è assai probabile che progressi futuri [nella ricerca economica] verranno quando l’aggregazione verrà presa seriamente, e quando i problemi macro-economici verranno affrontati utilizzando i dati microeconomici sempre più abbondanti e informativi”.

Il variegato concetto di salute

Poiché lo stato di salute è una determinante fondamentale del benessere, l’interesse di Deaton per la sua distribuzione in una popolazione lo ha portato naturalmente a dedicare un’attenzione crescente alla diseguaglianza nelle condizioni di salute, e più in generale alla distribuzione congiunta del reddito e dello stato di salute, un’analisi difficile per una serie di problemi metodologici e di sostanza che Deaton ha studiato in dettaglio negli anni più recenti.
Anzitutto, la salute è un concetto che ha più dimensioni, correlate l’un l’altra solo imperfettamente, e ancor meno con il reddito. È poi difficile stabilire confronti tra misure soggettive di stato di salute e di tenore di vita, come quelle solitamente raccolte nelle indagini sulle famiglie. Ancora più importante, non è chiaro come interpretare la correlazione positiva che si osserva tra stato di salute e reddito, sia all’interno di un paese sia tra paesi. Capire la natura del rapporto causale tra salute e stato socio-economico (reddito e ricchezza) è particolarmente rilevante per le sue implicazioni di politica economica. Infine, se si guarda ai trend temporali, è naturale chiedersi, come fa Deaton, se e in che misura la crescita economica aiuti a ridurre la povertà e migliorare la salute.
Questi aspetti sono l’oggetto principale della sua attività di ricerca nell’ultimo decennio, in particolare del suo libro del 2013, da poco tradotto con il titolo La grande fuga: salute, ricchezza e origini della disuguaglianza.
Vorrei infine ricordare i contributi di Deaton al dibattito sul ruolo della teoria economica e della metodologia econometrica citando le sue note di ottimismo nel capitolo finale di Understanding Consumption. Confrontando lo stato della teoria economica del consumo nel 1992 con quello di vent’anni prima, dice infatti: “le certezze sono scomparse. C’è molto meno consenso oggi di quanto c’era allora, e molto più disaccordo su quanto l’evidenza sembra indicare. Tuttavia, non c’è dubbio che abbiamo imparato moltissimo circa la teoria, la metodologia e anche la sostanza. Se siamo meno sicuri, è perché sappiamo di più, non perché sappiamo di meno”.

Da: Lavoce.info

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