Ci avevano avvertiti

 In tanti: psicologi, sociologi, esperti di comunicazione di massa e anche scrittori. E non ieri ma da almeno sessant’anni. Ci avevano detto dove saremmo andati a finire se ci fossimo ridotti a massa. Ci avevano anche suggerito gli antidoti. Ci avevano spiegato pure che il virtuale porta alla deresponsabilizzazione. E tutto questo solo per aver visto radio e televisione. E l’uso che già Mussolini della prima aveva fatto, intuendo che far viaggiare la voce raggiungeva milioni di italiani in un colpo solo. La televisione cominciava a far danno negli USA già prima della seconda guerra mondiale. Tutto era scritto: il pro e il contro, ma… Ma il contro era lo studio, la scuola, l’istruzione. La fatica insomma. E noi sappiamo, perché ce lo ha detto Collodi che Pinocchio tra la fatica e il gioco sceglie sempre quest’ultimo, salvo poi piangere quando cominciano a crescere le orecchie asinine. Collodi però era un buono e allora faceva intervenire la Fatina che sistemava tutto. Nella realtà non ci sono fatine, ma streghe, quelle delle sorprese carrambiche, quelle dei tronisti rintronati, della lacrima su tacco 15 e dello sfrucugliamento gossipparo. E allora la trasformazione non si ferma alle orecchie. Anche perché chi di dovere della scuola ha fatto tonnina. Andatevi a vedere le statistiche sulle scuole europee e scoprirete cose incredibili. Ad esempio che gli studenti italiani sono occupati per almeno 40 ore settimanali, mentre la media europea é sotto le 35, in compenso però i nostri eroi sono sotto la media e gli altri sono sopra. Con l’eccezione che da noi ci sono alte punte di eccellenza. Che vuol dire che, levati gli eccellenti, la media é scarsissima. In compenso le ore che dai 3 ai 23 anni i nostri passano davanti alla TV è quasi doppia della media dei coetanei che hanno voti migliori. Ma anche questa è cosa nota. Basta guardare gli USA con le peggiori scuole pubbliche del mondo occidentale e le migliori università private (dello stesso mondo). E non solo private, ma anche costosissime, fatte per pochi, anzi pochissimi. E lo testimoniano i rivoluzionatori del mondo virtuale, dove i laureati li trovate con la lanterna di Diogene. Così va il nostro mondo: crea disadattati che hanno la maglietta con su il Che, ma poi al massimo combattono come Napalm 51 (ancora grazie Maurizio!) e il bello è che quando lo vedono in TV si sbellicano dal ridere e “coglione” é un complimento. Ma poi non andate a chiedergli quanti libri hanno letto l’ultimo anno, vi guarderebbero strani e vi toglierebbero l’amicizia su Facebook.

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