Cantare la mezza messa

ilcoro-rid Sono andato a New York e una tappa speciale è stato Groud Zero. Ero salito sulle torri gemelle e mi era piaciuto non solo godermi il panorama, ma anche leggere la storia dell’immigrazione negli Stati Uniti che là, all’ultimo piano era raccontata. Scoprire tante cose e capire che quella corsa che portava tanti disperati alla terra promessa era la base, per quel Paese, del suo stile di vita e del suo folgorante progresso. Ora ho ammirato il nuovo grattacielo nato, forse più bello di quelli di prima e ho rabbrividito guardando il vuoto appositamente lasciato, perché ci sia memoria di quanto è capitato e monito perché non si ripeta mai più. Mi sono commosso, girarci intorno è inutile, e sarebbe rimasto un fatto mio privato se oggi non avessi visto una trasmissione sulle comunicazioni dei servizi segreti e della dabbenaggine dei medesimi. Questo programma, prodotto dalla BBC senza girarci troppo attorno, spiega che erano almeno tre anni che si aveva sentore di un gesto di quella portata e fatto in quello specifico modo. Sei mesi prima i servizi segreti francesi trasmisero un resoconto dettagliato di quanto a loro risultava completo di nomi e cognomi. L’amministrazione Bush, che ne era stata messa al corrente, non volle prenderlo in considerazione, perché, letteralmente, “erano implicate persone dell’Arabia Saudita e di un certo livello e prendere provvedimenti avrebbe potuto nuocere al rapporto privilegiato con quel Paese”. Questa frase non l’ha pronunciata un francese o uno che passava di lì per caso, ma un alto esponente dei servizi segreti americani, che ancora oggi è in servizio, prende lo stipendio e non è andato in convento per pentirsi di un errore che è costato la vita a quasi tremila cittadini americani. E non mi risulta che neppure George W. o Dick (Bush e Cheney) siano a pregare. Mi risulta invece che siano seduti in collegi di amministrazione, che facciano conferenze e che parlino spesso di come si combatte il terrorismo. E questo mi fa paura. Sbagli: paghi, non solo la storia si ricorderà del tuo errore, ma tutti i tuoi contemporanei dovrebbero tenerlo a mente, per capire quello che vali e quello che sei costato alla nazione. I morti sono certamente colpa di chi l’attentato lo ha fatto, ma anche di chi non ha saputo fermarlo, soprattutto se qualcosa gli risultava. Purtroppo ciò non funziona e forse per questo il nostro mondo, quello occidentale, va a rotoli. Le cose come stanno NON le racconta nessuno, si continua sempre a cantare la mezza messa, a spazzare sotto il tappeto quello che non piace, la gente abbocca, i pochi che ci provano sono tacciati di dietrologia, però a comandare sono sempre le solite facce, che una volta montate in sella, non scendono, se non da morti. Così va il mondo e, a mio parere, molto male.

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