Appello ai Giovani Italiani: se decidete di rimanere in Fallitalia, NON studiate che non serve a nulla!

Cari ragazzi italiani…mi chiedo che caxxo vi facciate ancora il culo a studiare
che – se rimanete nella palude fallitaGliana –
voi con lauree, master, conoscenza delle lingue etc
finirete se va bene ai call center od a fare lavoretti sotto pagati/a scarsa valorizzazione,
mentre capre ignoranti senza arte né parte diventano vice-presidenti del consiglio, ministri, leader di partito facendo i milioni e diventato popolarissimi.
Studiate solo se decidete di andare a valorizzarvi all’estero,
nel mondo globale, meritocratico, competitivo e dunque affamato di competenze.

Se invece decidete di stare in Fallitalia, allora non studiate (!)
ma buttatevi subito ad arrabattarvi, a cercare relazioni, raccomandazioni,
occasioni da miracolati ………………………….
.
come le cliccarie Rousseau,
muovetevi nel sottobosco della mafia politico-relazionale fallitaliana
che altrimenti non andrete da nessuna parte e farete una vita da falliti&frustrati.

Siatene consapevoli: siete sempre più in VenezuItalia dove il merito non conta,
l’aver studiato ancora meno…anzi…
ormai vige l’elogio dell’ignoranza rispetto ai sapientoni che “anno” studiato.

Dunque vedete di adattarvi e di corsa,
altrimenti tutte le volte che vedrete il sorrisino stampato di un Giggino qualunque dovrete prendere il maalox, se avrete fatto la cazzata di NON emigrare.

Correva l’anno 2017

Poletti: ‘Nel lavoro si creano più opportunità giocando a calcetto che a spedire curricula’
Frase del ministro durante incontro con i giovani studenti
M5s: ‘E’ da cartellino rosso’….. 

Il bello è che M5S ancora faceva finta di scandalizzarsi
mentre poi hai messo in pratica l’insegnamento di Poletti
persino andando OLTRE e portando come nuova “””classe dirigente””” una banda di capre incompetenti fuori dal Mondo…

Che poi PRAGMATICAMENTE Poletti aveva perfettamente ragione
= ascoltatelo cari GIOVANI se volete rimanere nella palude fallitaliana…
altrimenti emigrate, che i migliori se ne stanno andando tutti
e non sono in fuga ma stanno facendo una scelta razionale = stanno approfittando delle occasioni di un Mondo Globale.

Lavoro, 246mila giovani italiani vanno all’estero, ma non è una fuga
….Complice la globalizzazione però l’orizzonte di queste generazioni si sta spostando più lontano ed ecco che i giovani oggi sono disposti a volare anche in Brasile e negli Emirati Arabi per inseguire i loro sogni di carriera.
D’altra parte il mondo è sempre più interconnesso.
Ne abbiamo la prova tutti i giorni con i social network, i viaggi di lavoro e le conference call con clienti o colleghi internazionali.
….La tendenza è internazionale. KPMG International ha interrogato in materia un gruppo di 4165 studenti in ambito business e STEM provenienti da 23 paesi diversi.
L’84% di loro si è detto disposto a cambiare Paese per una buona opportunità di lavoro.
C’è di più: l’80% si aspetta di spostarsi in due/quattro luoghi diversi nel corso della propria carriera.
Il mondo del lavoro, quindi, non ha più i confini nazionali, ma solo quelli delle competenze necessarie per entrarci.
……..Non si va più all’estero solo per imparare l’inglese. I giovani hanno capito che si può trarre molto di più da una esperienza lavorativa fuori dai confini nazionali.
Parola d’ordine: adattamento.
Trasferirsi all’estero costringe ad immergersi in cultura estranea.
Ogni nazione ha un suo sistema di valori, comportamenti, e anche usanze sul posto di lavoro.
Entrare in contatto con queste novità aiuta a costruire resilienza, flessibilità e sicurezza di sé.
Dal punto di vista delle aziende, chi lascia tutti i propri affetti per provare una nuova esperienza di vita – a volte anche completamente differente, come nei Paesi oltre oceano – è considerato più intraprendente e flessibile. Doti sempre molto apprezzate dalle imprese…………
Inoltre lavorare un periodo all’estero permette di costruire una rete professionale internazionale che sarà preziosa anche negli anni successivi.
Poter vantare una esperienza di lavoro fuori dall’Italia dà un vantaggio competitivo anche a chi decide di rientrare a casa. Per esempio, nella ricerca di un nuovo lavoro, fa risaltare il proprio profilo rispetto a quello degli altri candidati.
Non chiamateli “cervelli in fuga”, sono giovani che hanno scelto di cercare il bello del mondo, ovunque si trovi….

IL GRANDE BLUFF

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