Anche noi stiamo diventando macchine?

daneel “E’ la domanda che ci guida Neo…”. E’ una frase pronunciata da Trinity nel film The Matrix  in una delle prime scene, quando Neo si sta lentamente risvegliando dalla realtà artificiale che le macchine hanno creato per mantenere in schiavitù gli esseri umani.

Siamo nel 2014, non abbiamo più solo la televisione, ma contenuti digitali su iPhone, iPad, Netflix, iTunes e via discorrendo. Siamo arrivati al punto che a livello globale l’utente medio di contenuti multimediali ne consuma 7.2 ore al giorno, distribuite, in ordine decrescente tra PC, telefonino, televisione e radio.

Vedo persone con gli auricolari e lo sguardo sull’iPhone che camminano frettolose per strada, il mondo intorno a loro è inesistente, non incrociano gli sguardi degli altri esseri umani, vivono in una realtà parallela. Il telefono viene utilizzato sempre meno per chiamare e sempre più per inviare messaggi di testo, prova ne sia la cifra astronomica pagata da Facebook per acquisire Whatsapp. E potremmo farci una domanda quasi da filosofo empirico: come facciamo a sapere se dall’altro lato ci sta rispondendo un essere umano o una macchina?

Le macchine del resto sono divenute oramai abbastanza intelligenti da poter sostenere una conversazione; prodotti come Google Glass o ipotetici smartwatch portano le macchine sempre più in simbiosi con il corpo dell’uomo e scenari che integrano la tecnologia con l’essere umano per creare un ibrido, che per esempio possa assorbire immediatamente una lingua straniera, non sono più fantascienza, ma prospettive allo studio delle principali università.

E allora cosa distingue l’uomo dalla macchina? Che cos’è che ci rende umani? “E’ la domanda..”.

La macchina ha uno scopo, ma non sa il perchè, è semplicemente programmata a tale scopo. Un frullatore è fatto per frullare ma non può chiedersi perchè voglia frullare. Excel si accende, fa quello che deve fare, risponde agli input che gli diamo e non si chiede perchè voglia fare quello che fa.

Noi individui, se rincorriamo un obiettivo, che sia la fama, il denaro, una certa carriera, il possesso di beni materiali, se non ci chiediamo il perchè, se non cerchiamo prima di tutto la risposta alle domande più profonde su chi siamo, se non sappiamo stabilire se i nostri desideri provengano dal nostro interno o piuttosto dalla società, inculcatici attraverso ore e ore di contenuti multimediali servitici appunto da dalle macchine; se smettiamo di farci queste domande, e ci spingiamo ciecamente in avanti verso il raggiungimento di qualcosa nel mondo esterno, non diventiamo noi stessi delle macchine?

Ciò che ci rende umani è in ultima analisi la scelta. La scelta se cercare nella nostra vita la risposta a quelle domande, oppure vivere nell’inconsapevolezza, nell’intrattenimento e distrazione continua. Come Trinity dice a Neo “la risposta è intorno a te Neo, ti sta cercando e presto ti troverà”, ma aggiunge “se lo vorrai”.

  

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.