Amicizia e affari

 Da Wikipedia:”L’amicizia è un tipo di legame sociale accompagnato da un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone. È un legame, una relazione e un sentimento tra due o più persone, caratterizzato da una rilevante carica emotiva e fondante la vita sociale dei due (o più) individui”.

È una parola importante, in particolare in Italia, dove è il fondamento dell’ordinamento sociale e politico, oltre quello personale. Pensate bene: i mafiosi parlano degli amici e degli amici degli amici, nella DC (senza nessun riferimento col “gruppo”citato antecedentemente) gli oratori si rivolgevano alla platea con questo sostantivo (amici), come nel PCI si usava compagni. Nelle conversazioni, il rafforzativo di un’affermazione è, spesso, “un mio amico esperto mi ha detto….”.

Non voglio fare un trattato dell’amicizia, ma parlare di due amici che sono prepotentemente sulla scena economica italiana. Uno,e ti pareva, è Berlusconi, l’altro è Scaroni., che iIn un momento di difficoltà della “famiglia” di Arcore, sottotraccia, ma ormai non più di tanto, si sta muovendo non direttamente, ma tramite gli amici.  Trai tanti c’è Paul Singer (fondo Elliot), e a lui si rivolge, per stoppare Bolloré. Puntualmente il fondo arriva e attacca il raider francese in Telecom dove Gentiloni può dare una mano. Tutto fatto senza particolari fanfare. Il secondo favore, necessario per salvare la faccia (e anche i  voti) di Silvio, è il Milan. Già. La rinuncia al Milan,e quindi la sua cessione, da parte di Berlusconi, è una storia più oscura del terzo segreto di Fatima. In sei mesi sei, abbiamo avuto una serie di figuri, con relative serie di società controllate in cascata (e la finale era sempre un paese black list), che hanno suscitato l ‘interesse della finanza internazionale (e probabilmente a breve anche della magistratura nazionale). L’intervento di Singer farebbe da cortina fumogena impenetrabile e salverebbe Silvio, che come venditore, sino ad ora, ha fatto una figura peggiore di quelli che si fanno fregare al gioco delle tre carte e ai tifosi, salvata la squadra, poco importa come stiano veramente le cose. Eppure Pallotta (americano e presidente della Roma), l’aveva detto l’estate scorsa, che era tutto un giro di carta e che alla fine sarebbe arrivato il fondo Elliot, di cui, allora, nessuno parlava. Nessuno dei lettori distratti dei quotidiani sportivi. Altri, quelli che guardano anche alle pagine finanziarie lo conoscevano bene. hedge fund iper speculativo, fonda la sua forza sulle battaglie legali che intraprende, di solito, in difesa degli azionisti di minoranza. Alcune volte vince, altre volte transa, e quasi sempre porta a casa soldi. Non è Robin Hood, perché quasi sempre gli azionisti di minoranza sono lui e basta. Amico di tanti il signor Singer, che quando sbaglia, rimedia in fretta (appoggiava Rubio per la corsa alla nomination repubblicana, ma quando ha vinto Trump, la festa l’ha pagata lui,e quindi ora amicissimi). Di solito il suo fondo pratica paesi in crisi (i primi soldi grossi, li fece con i bond argentini). Arriva sempre informatissimo a cosa servono gli amici sennò e ora sta facendo cose in Italia: Ansaldo ad esempio contro l’acquisizione Hitachi (sempre a tutela dei soci di minoranza) e ora Telecom e Milan. Il suo amico “informato dei fatti” da noi è Scaroni che è riconoscente amico di Berlusconi, che lo nominò in Enel e poi in Eni, amici di vecchia data, perché entrambi amici di Craxi e questa amicizia Scaroni la onorò con molti milioni al PSI e la conseguente condanna nel ’92.

Cosa sarebbe la vita senza amici? Dipende, se è anche vero il detto: dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.  Vedremo gli sviluppi perché mr Singer comunque vuol guadagnare, anche passando sopra qualche amico, come è già successo.

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