17368688 la-prima-della-scala-abiti-firmati-per-combattere-la-crisi-2 Secondo il sito Dagospia, durante la presentazione del libro di Giovanni Malagò, simpatico animatore delle notti romane, l’attuale moglie del ministro Passera, la bella Giovanna Salza, avrebbe affermato: “mio marito lo vedevo di più quando eravamo amanti “. A parte il fatto che ai nostri giorni si può passare più tempo con le amanti, se lavori con loro, che con le mogli, la frase stava a significare che il ministro non si risparmia. Allora forse è ingeneroso che Carlo De Benedetti lo paragoni, nell’intervista rilasciata alla trasmissione di Santoro, al comandante Schettino, per non essersi recato a visitare la nave affondata. Insomma, uno se la sarebbe svignata e l’altro non sarebbe neppure pervenuto.

Visto che De Benedetti porta “sfiga” ai candidati che sponsorizza, al ministro è andata solo bene. Per cui crediamo a Giovanna Salza, suo marito è davvero molto impegnato. A fare cosa è materia di riflessione: fatti non se ne sono visti, sarebbe stato forse pretendere troppo, ma neppure proposte, dichiarazioni molte, interventi però “democristiani”, direbbe De Benedetti. Certamente Passera lavora per il futuro del Paese, di certo lavora per il suo, quello di leader del partito di Todi e quindi di primo ministro.

Non si possono pretendere da lui le asprezze professorali della Fornero, oltretutto non è neppure professore, se deve cercare di mettere insieme Alfano, senza Berlusconi, ma con la sua benedizione, Casini, senza Fini, ormai una copia sbiadita di Marco Pannella e senza Rutelli, un peso per tutti, con un Fioroni che deve portarsi dietro Bonanni e la Cisl.

Sentendo un giorno il cardinal Bagnasco, l’altro Bazoli, sperando che Formigoni non finisca a S Vittore prima delle elezioni, dopo sarebbe forse una liberazione, anche senza comunione. Poi bisogna sperare che Monti abbia altro da fare e nel Pd continuino a farsi male.

Avendo iniziato il volo, il ministro deve volare basso, altrimenti spareranno al passero, non per colpire il piccione, ma proprio Passera. E’ come camminare sulle uova, richiede tempo, abilità e pazienza.

Pertanto la signora Giovanna si appresti a rimanere sovente sola, se voleva una vita diversa, non doveva sposare un democristiano.

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scritto da carlo con la barba , marzo 23, 2012

caro dottore, come Lei ben sà la durata media della democristianità italiota è 20 annoi cica, ci faccia caso, dal 48 al 68 (fase di politizzazione del pubblico), dal 68 all'88 (definizione di una nuova collocazione sociale, potremmo dire da Fanfani a De Mita, passando per Moro), poi un decennio di ruberie per bande e poi dal 92 al 2012 (il banana e mortadella, sono due esperessioni dell'anima multipla democristiano)un mix di vorrei ma non posso e apres moi le dxeluge. il vero problema è che in questo paese il potere è saldamente in mano a dei vecchi metà democristiani-opusdeisti e metà massoni, bene tutti questi vogliono una sola cosa NON ANDARE A CASA e per farlo si inventano pupi (Monti, Casini, Passera, ecc..) ne vedrà ancora tante, e se si allontana, le vedrà non nel teatrino, ma sull'orlo del burrone. ai vecchi piace essere vezzosi e vezzeggiati, quello che capiterà dopo li interesserebbero solo se fossero uomini e non quacquaraquà,
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