A tre mesi dall'osservazione di Mark Faber: “I ricchi perderanno il 50% dei loro averi”, arriva un commento di Paul Farrell di MarketWatch che conferma tutte le ipotesi.
Faber aveva avvertito in un'intervista a CNBC che i grandi ricchi del pianeta avrebbero potuto perdere il 50% delle loro ricchezze.
Come? “Da qualche parte inizierà una distruzione massiva della ricchezza. Di solito succede quando contemporaneamente di vede un aumento dell'inflazione, agitazioni popolari, guerre e collasso del mercato creditizio. “
Alla domanda di Barron, se poi le cose sarebbero andate meglio, Faber rispose:”Probabilmente molto peggio, la maggior parte dei mercati ha raggiunto un picco a maggio del 2011, ci sarà un continuo rallentamento nella seconda metà dell'anno. I profitti societari saranno deludenti, i mercati azionari ipervenduti. I bond USA sono ipercomprati, così come il Dollaro, mentre l'oro a breve termine è ipervenduto”.
Quindi nel lungo termine Faber vedeva solo dei peggioramenti. Ad ogni modo, insistendo un po', Faber rilasciava qualcosa di postivo, raccomandando investimenti nell'immobiliare cinese con qualche 'assaggio' di sicure emissioni del tesoro americano:”Perchè gli USA possono stampare moneta e pagare gli interessi, anche se i guadagni restano al di sotto del 1,6% e il costo della vita stia crescendo del 5% in un anno in tutto il mondo.” Quindi nessuna certezza per come è il mondo oggi, dove le elezioni americane non risolveranno il problema della disoccupazione e non importa chi diventerà presidente. Il cambiamento ci sarà in 4 o 5 anni, il mondo sta viaggiando verso una crisi ancora più grossa. Faber se ne guarda bene dal dare date precise sui futuri accadimenti, ma è molto chiaro nello spiegare come e perchè:”Il collasso sarà causato dal presidente della FED Ben Bernanke con la continua stampa di moneta:il salvataggio con la stampa di moneta, iniziato con il Crash di Wall Street nel 2008, non ha generato ricchezza o crescita e neanche il prossimo presidente ci riuscirà, quindi gli investitori dovranno stare su posizioni a lungo termine.”
Bernanke lascerà la poltrona della FED agli inizi del 2014 e per allora ci sarà un crash economico, ben peggiore del 2008. Come il suo predecessore Greenspan che in ultimo ammise “Me ne sono reso conto troppo tardi”, Bernanke si troverà privo di idee sulle conseguenze imprevedibili della sua politica. Sfortunatamente non riusciamo a prevedere con precisione quando tra il 2013 e il 2014 ci sarà la catastrofe, ma di certo possiamo assicurare che prima di tutto riceveranno un colpo mortale le banche di Wall Street, l'economia americana, i contribuenti, gli investitori, i consumatori e i pensionati. Faber riuscì a predire la catastrofe del 2008; ma come? Fu semplice: da anni venivano ribaditi gli errori da 'scemo e più scemo' che stavano portando al tracollo.
La FED col denaro a basso costo aveva favorito le banche svalutando il dollaro, distruggendo il valore delle riserve, aumentando l'inflazione, innescando la disoccupazione e le agitazioni sociali. In breve termine la cospirazione tra la FED e Wall Street divenne un atto suicida che si portò dietro il resto dell'America. Gli stessi errori di allora? Potete scommetterci! Già a metà giugno del 2008, prima del collasso, avevamo pubblicato una lista avvertimenti. Questi non erano solo un insieme disordinato di pensieri di Faber, ma erano avvallati anche Who'sWho, da 2 governatori della FED agli inizi del 2000, nel 2004 dal segretario del commercio Peterson, da Soros, nel 2005 da Roubini, nel 2006 il miliardario texano Rainwater aveva avvertito, Bill Gross, Warren Buffet, addirittura il segretario del Tesoro Hank Paulson avvertì Bush a Camp David.
Come possono preparasi gli investitori al 2013?
Primo: ridurre le proprie aspettative
Secondo: dubitare di tutti quegli investimenti che promettono rendimenti superiori al 5% oltre il tasso di inflazione.
Terzo: ignorare gli ottimisti cronici, le puttane di Wall Street, le teste parlanti della TV.
Quarto: ricordarsi che i promotori hanno bisogno che voi corriate dietro ai titoli caldi e ai settori caldi annunciati dalla stampa.
Ma la regola numero uno da seguire dovrà essere:”Non chiederti per i prossimi anni, dove i tuoi guadagni saranno più alti, ma dove avrai le minori perdite”.
Quindi bisogna smettere di inseguire gli affari caldi del momento, ignorare ciò che viene raccomandato dagli analisti e dai broker che scommettono sulla prossima IPO. Se un ritorno alla normalità, al di sotto del 10%, vi spaventa, sappiate che altrimenti sarebbe molto peggio. Svegliatevi e siate investitori intelligenti. Analizzate nel dettaglio ogni investimento. Scegliete dove potete avere la minor perdita. Adottate una nuova struttura mentale: l'ottimismo sarà la rovina dei portafogli.
La maggior parte delle voci sono contrarie a queste previsioni e i traders rampanti sono convinti che a partire da Faber tutti questi 'profeti' della catastrofe abbiano solo avuto fortuna nelle loro previsioni passate. Ignorate pure gli avvertimenti a vostro rischio e pericolo.
Vi ricordate i 10.000 miliardi di perdite legate al crash dell'hi-tech del 2000? E la multimiliardaria catastrofe del 2008? Provate ad immaginare le banche di Wall Street sull'orlo della bancarotta che pregano il Congresso di avviare operazioni di salvataggio mentre gli USA affrontano una recessione doppiamente più profonda.
Attenzione!: La prossima volta non ci saranno miliardi di dollari elargiti per quei concetti di 'Troppo Grandi per Fallire' che hanno salvato certe banche. Già ci sono le prime avvisaglie s JP Morgan e Barclays per lo scandalo LIBOR. Altro che 'To Big To Fail', la prossima espressione corrente sarà 'To Big To Manage': Troppo Grande da Gestire.
Aspettatevi un prezzo molto caro dalle prossime operazioni di salvataggio governative. I politici e il settore pubblico dovranno scoperchiare una pentola da 29.700 miliardi di debiti.
Faber di recente ha detto che il nostro peggior nemico è la nostra mente, ammaliata nella sopravvalutazione. “Gli investitori staranno facendo sonni profondi, quando si innescherà tutto. Gli investitori si cibano di ottimismo e minimizzano gli avvertimenti, i dati di fatto e la verità. Nella mia esperienza, quando ho avuto delle perdite, è stato a causa del troppo ottimismo e della troppa fiducia, convinto che i miei investimenti fossero molto profittevoli e raramente consideravo che potessero essere sbagliati. Come al solito gli investitori di Wall Street e di tutte le atre 'Street' non si sveglieranno finchè non è troppo tardi.”


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