I dipendenti sono protetti quando dispongono di piani sociali?
La formazione professionale è adattata ai disoccupati?
Il 7 settembre Michel Sapin, ministro del Lavoro in Francia, ha pubblicato un documento di orientamento alle parti sociali. Quattro pagine per i sindacati dei lavoratori e per i datori di lavoro al fine di rendere il mercato del lavoro francese un pò più flessibile, ma anche più sicuro.
Ogni azienda ha una sua personalità.
A volte è emanazione di quella del padrone, a volte delle politiche aziendali scelte dal management, a volte condizionata dal settore industriale.
L’azienda è come un individuo: può essere alla mano, brillante, impostato, o un vero stronzo. Ma come, direte.
In un’azienda possono essere tutti stronzi? Ebbene sì.
E ci sono ragioni scientifiche per cui questo avviene. Il primo motivo è il processo di selezione e ritenzione del personale: “chi si somiglia si piglia” dice un proverbio, quindi se chi è dentro un’organizzazione ha un certo carattere tenderà ad attrarre gente simile, o selezionandola e impostando sistemi di recruiting tarati sul loro ambiente, o perché chi si candida o accetta le offerte è già una popolazione che si autoseleziona.
Con la sentenza n. 13607 del 30 luglio 2012, la Corte di Cassazione ha riaffermato e, se possibile, ancor più rafforzato il suo orientamento in materia di imprescindibilità del principio del pro rata temporis ogniqualvolta vengono cambiate in peggio le regole per il calcolo della pensione.
In altre parole, qualsiasi modifica peggiorativa, resa tipicamente necessaria dall’esigenza di garantire la sostenibilità di sistemi previdenziali che, evidentemente, risultano più generosi di quello che i flussi contributivi e demografici prospettici consentono di mantenere nel tempo, deve essere disposta esclusivamente per il futuro.
Non ci siamo svegliati oggi e che il Brasile stia vivendo un vero e proprio boom economico è cosa ormai risaputa. Così come il fatto che, in tutta probabilità, due eventi come Olimpiadi e Mondiali renderanno il paese ancora più vivibile e presumibilmente più sicuro, rendendolo così una meta più vicina agli standard occidentali.
I brasiliani del resto ammirano gli Stati Uniti e l’Europa, quindi a differenza di molte delle nazioni asiatiche, tendono a imitare più fortemente i nostri modelli, anche sociali e culturali. Per questa ragione sono sempre più i professionisti occidentali che si spostano nel paese carioca: i titoli di studio occidentali sono molto apprezzati e sono in grado di fruttare offerte economiche che ormai dalle nostre parti non sono più possibili. Questo non vale però per lavori poco specializzati. Il Brasile si sta sviluppando rapidamente, i prezzi stanno salendo a livello delle nostre metropoli, ma a causa di questo stesso boom la nazione ha bisogno di importare management, specialisti e classe dirigente in fretta.

A fronte della crisi del mercato, c’è una direzione che negli ultimi anni sembra accomunare le aziende, particolarmente negli Stati Uniti, ma anche in Europa: ridurre il personale (e i costi). La ricetta funzionerà?
Che lo si voglia chiamare downsizing, ridimensionamento o ristrutturazione, il licenziamento di personale ha dei costi nascosti di lungo termine che potrebbero rendere l’operazione inutile.
Andrea, come va l’economia di Singapore?
Abbastanza solida. GDP cresce all'1.9% , il tasso di disoccupazione e' molto contenuto ( 2%), aumenta pero' l'indice dei prezzi (+4.9) l'inflazione core (+2.9) e la dipendenza dall' Europa che si potrebbe sentire maggiormente nei prossimi quarters. Ancora molti singaporeani hanno investimenti in valuta euro.
Quali problemi ha incontrato nell’operare in Asia?
Dopo l'aggiustamento iniziale ora cerco di ragionare piu' "local" e non trovo differenze.
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