Politica

Il 98% degli italiani guarda la televisione. Di seguito ci sono dieci buone ragioni per buttarla dalla finestra (o al massimo tenerla solo per qualche dvd di qualità ogni tanto).

Natura o apprendimento? Quesito annoso e ogni psicologo ha in fondo una sua predilezione. Fin dal primo anno di facoltà è la domanda con cui lo studente di psicologia si tormenta di più perché sono tante le prove a favore sia del dna che dell’educazione e comunque l’interazione fra i due fattori è tale per cui è impossibile scinderli completamente, nonostante si tentino da decenni studi sui gemelli, sulla familiarità e via dicendo, buoni al massimo per determinare un “coefficiente di ereditarietà”, ossia la percentuale di varianza spiegata dai geni in un dato ambito, insomma un fattore probabilistico.

Berluska pensava di fare il furbo e l’ha sparata grossa: rinominare il Pdl “Forza Gnocca”. Benissimo, proposta accolta. Stavolta però lo inchiodiamo alle sue promesse. Del lavoro non ce ne frega più niente, come elettori giustamente vogliamo la “gnocca” e poi andiamo pure a picco, almeno ci andremo contenti! Più facile dunque creare gnocca che occupazione? Diamo un occhio ai numeri.

Ecco chi sono i 10 paperoni del tennis mondiale:

N. 10 Serena Williams – $10,5 milioni

Gli infortuni che l’hanno costretta ai box hanno hanno dimezzato i suoi guadagni che sono passati dai 20 milioni dello scorso anno ai 10,5 attuali. Ciò nonostante gli sponsor non hanno affatto abbandonato la 13 volte campionessa Slam, che può ancora contare sull’appoggio di Nike, Wilson, Hewlett-Packard, Kraft, EA Sports e Gatorade.

Tempi di crisi, le entrate non bastano mai ed allora tutti i governi hanno dato libero estro alla fantasia. Nuovi ticket sanitari, prelievi di solidarietà, ovviamente per le pubbliche finanze, sulle pensioni d’oro ed anche su quelle d’ottone, bolli sui conti correnti, sui depositi titoli, come se le banche non fossero già parcheggi a pagamento. Gli inglesi poi, dopo aver tagliato il welfare ed aumentato le tasse universitarie, hanno deciso di tassare i ritocchi estetici, introducendo la “boob tax” o meglio, gravandola dell’iva al 20%, come un bene di lusso.

Mentre Roma andava a ferro e fuoco mi trovavo in un’altra capitale, poco oltre il nostro confine, Lubiana. Passeggiavo per le strade, freddo e atmosfere tipicamente mitteleuropee e ci sono due immagini che mi restano ancora in mente.

Lungo un marciapiede, sotto sera, cinque gradi al massimo, un uomo chino a terra, intento a creare mazzolini di fiori e riporli in una scatola di cartone. Mi ricordo la minuzia con cui univa uno per uno quei fiorellini colorati da due soldi, inginocchiato sulla strada, in quello che era il suo posto di lavoro.

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Riccardo Caselli
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